Thiene è una città sicura? Secondo i numeri si, ma non è d’accordo chi chiede che si vada oltre i numeri, ma si ascolti lo stato d’animo dei cittadini. Si continua a parlare della manifestazione sulla sicurezza promossa dai giovani thienesi: un corteo breve e ordinato che ha attraversato il centro cittadino senza disagi né momenti di tensione. Una partecipazione contenuta nei numeri, ma che secondo l’opposizione assume un forte valore simbolico.
A sottolinearlo è la consigliera comunale Barbara Cunico, che ha preso parte all’iniziativa e ha affidato a un post sui social la propria riflessione. “Un corteo civile, nato dal basso e soprattutto sincero”, scrive Cunico, rivendicando il significato dell’evento al di là della quantità dei partecipanti. Nel mirino della consigliera le dichiarazioni del sindaco, che nei giorni precedenti aveva invitato a non creare “allarmismi”, richiamando i dati ufficiali sulla sicurezza. Un approccio che Cunico contesta apertamente: “La sicurezza non è solo statistica – afferma – ma è percezione, quotidianità e fiducia nelle istituzioni. La realtà vissuta da cittadini e da alcuni commercianti è diversa da quella raccontata dai numeri”. Cunico evidenzia inoltre una disparità di trattamento rispetto ad altre manifestazioni svoltesi in passato. “Colpisce che si parli di ‘danno economico’ per un corteo di un’ora, quando lo stesso tema non è mai stato sollevato per iniziative molto più impattanti”, osserva, parlando di “due pesi e due misure”.
Per l’esponente dell’opposizione vicina al centro destra, il dato più rilevante resta l’impegno dei giovani organizzatori. “Quando a muoversi sono i giovani, con responsabilità e coraggio, la politica dovrebbe ascoltare e non minimizzare”, conclude, ribadendo la propria disponibilità a farsi portavoce delle istanze emerse.
Manuel Benetti: ” Non bisogna minimizzare, la gente perde fiducia”
Alle parole di Barbara Cunico si è unito il consigliere Manuel Benetti: “L’iniziativa ha mostrato un dato politico chiaro: esiste una parte della cittadinanza che non si riconosce nella narrazione rassicurante proposta dal Sindaco e che avverte un crescente disagio rispetto alla sicurezza urbana. Le dichiarazioni del Sindaco, sia nei giorni precedenti sia a manifestazione conclusa, appaiono improntate a una difesa politica più che a un’analisi oggettiva della situazione. L’insistenza sui dati statistici , peraltro parziali e non rappresentativi della microcriminalità non denunciata, viene utilizzata per negare la percezione diffusa dei cittadini, liquidando come “allarmismo” ogni voce critica. La sicurezza non è solo un numero: è un tema sociale, culturale e politico. Una posizione che rischia di creare distanza tra amministrazione e comunità, invece di favorire un confronto costruttivo. La percezione dei cittadini non può essere ignorata. Gli episodi recenti, le segnalazioni dei residenti, le preoccupazioni di alcuni commercianti e il disagio espresso dai giovani dimostrano che il problema esiste e non può essere ridotto a una questione di statistiche. La percezione di insicurezza è un dato reale, che un’amministrazione responsabile deve considerare e affrontare con serietà. La narrazione ufficiale non rifletta pienamente la realtà vissuta da chi ogni giorno lavora nelle vie del centro e si confronta con episodi di microcriminalità, vandalismi e situazioni di degrado. L’aspetto più significativo della giornata è la presenza attiva dei giovani organizzatori. Ragazze e ragazzi che hanno scelto di esporsi, di organizzare un corteo ordinato e civile, di portare all’attenzione della città un tema che li riguarda direttamente. La loro iniziativa dimostra maturità, senso civico e un desiderio di partecipazione che dovrebbe essere valorizzato, non delegittimato”.
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