Un ingresso in giunta che arriva in un passaggio non semplice per la città, ma con un bagaglio tecnico e professionale costruito in quasi trent’anni di esperienza. Il nuovo assessore ai Lavori Pubblici di Schio affronta il mandato con un approccio concreto e orientato al lungo periodo, puntando su opere pubbliche solide, pianificazione urbana attenta e tutela di un territorio fragile. Una mosca bianca nel contesto di una generazione di amministratori incapaci di progettualità vera.
Michele Lain, 55 anni, maladense ha un curriculum di tutto rispetto, quella “sostanza”, che serve per affrontare un mandato fatto di deleghe importanti e delicatissime come Lavori Pubblici, Edilizia Privata, Sistema informativo territoriale e Performance dei servizi pubblici. Mette quasi soggezione parlare con lui per la competenza che sprigionano le prime parole.
Con quale spirito ha accolto la proposta di entrare in giunta?
Ho accolto questa proposta con senso di responsabilità e con spirito di servizio. Essere chiamato dal sindaco e dalla squadra di governo della città per un incarico così impegnativo è per me motivo di onore, ma anche di grande consapevolezza del ruolo che mi viene affidato.
Gli assessorati di cui mi occuperò, dai lavori pubblici all’edilizia privata, dal sistema informativo territoriale alla performance dei servizi, incidono in modo diretto e duraturo sulla qualità della vita dei cittadini e sullo sviluppo complessivo del territorio. Molte delle scelte che andremo a definire avranno effetti nel medio e lungo periodo e contribuiranno a delineare il volto futuro della città. Accolgo quindi questa sfida con emozione, condividendo pienamente la visione dell’amministrazione: la consapevolezza che opere pubbliche solide, una pianificazione urbana attenta e un’edilizia privata responsabile siano elementi fondamentali per costruire uno sviluppo equilibrato e sostenibile. Ed affrontare questi ambiti in modo integrato e globale è, a mio avviso, la chiave per dare risposte adeguate alla comunità.
Arriva in giunta in una fase delicata per l’amministrazione comunale di Schio. Come affronta questo momento?
Sono pienamente consapevole della fase complessa che l’amministrazione sta attraversando, e proprio per questo sento ancora più vivo il peso e il valore dell’incarico che mi è stato affidato. Il mio approccio sarà quello di un assessore tecnico: improntato alla professionalità, all’ascolto e alla concretezza, mettendo al centro il lavoro e gli obiettivi da raggiungere. Pur provenendo da Malo, considero Schio un punto di riferimento fondamentale per tutto l’Alto Vicentino, una città con un ruolo strategico sotto il profilo economico, sociale e territoriale. Con il mio contributo professionale intendo collaborare lealmente per dare attuazione al programma dell’amministrazione Marigo, lavorando affinché questa fase delicata possa essere progressivamente superata. L’auspicio è che, attraverso il lavoro quotidiano, si possa ricostruire un clima disteso, restituendo centralità ai progetti e alle risposte da dare ai cittadini.
Quale valore aggiunto pensa di poter portare all’amministrazione grazie alla sua esperienza tecnica?
Lavoro nell’ambito della progettazione da quasi trent’anni, con esperienze maturate sia nel settore pubblico sia in quello privato. Credo – e mi auguro – che questo percorso possa rappresentare un valore aggiunto per la città, soprattutto in una fase storica in cui le città non hanno più tanto bisogno di “creazioni ex novo”, quanto piuttosto di rigenerazione, riqualificazione e trasformazione intelligente dell’esistente. Oggi è fondamentale saper progettare interventi capaci di dialogare con il pregresso, rispettando l’identità dei luoghi ma introducendo soluzioni innovative, sostenibili e funzionali. In questo senso, ritengo imprescindibile continuare a porre grande attenzione a temi che non sono più rinviabili: l’adeguamento sismico, l’efficientamento energetico, la sicurezza degli edifici e la qualità dello spazio urbano. Sono ambiti di cui mi occupo da anni e che rappresentano una priorità sia nel pubblico sia nel privato.
Quali saranno le priorità del suo mandato?
Il mio lavoro non parte da zero. Eredito da chi mi ha preceduto – dall’assessore Marchioro al sindaco e all’assessore Maculan – un patrimonio importante di progetti e azioni già impostati per uno sviluppo coerente della città e del suo territorio. Il mio compito sarà quello di dare continuità a questo percorso, rafforzandolo e portandolo a compimento. Una delle sfide principali – è noto – riguarda la stabilità idrogeologica. In alcune aree del territorio esistono fragilità note che richiedono interventi costanti e programmati. Proseguiremo quindi con gli investimenti previsti dal Piano Strategico già avviato, implementando misure preventive come la realizzazione dei bacini di laminazione, la stabilizzazione dei pendii ed il controllo dell’erosione e una gestione attenta della vegetazione. Accanto a questo, grande attenzione sarà dedicata ai cantieri finanziati dal Pnrr, che rappresentano un’opportunità storica ma anche una responsabilità in termini di tempi, qualità e gestione. Infine, sul fronte dell’edilizia privata, l’obiettivo sarà conciliare la necessità di dare risposte ai cittadini con la tutela del territorio, contenendo il consumo di suolo, particolarmente sensibile in un contesto fragile come quello di Schio.
di Redazione AltovicentinOnline
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