In un clima che definiscono “segnato da incertezze e da preoccupanti derive autoritarie”, circa settanta insegnanti della provincia di Vicenza, insieme a studenti e genitori, annunciano la nascita del Comitato Aula 33, una nuova realtà della società civile che si pone l’obiettivo di difendere la scuola pubblica come spazio di libertà, confronto e formazione critica.
Il nome scelto non è casuale: Aula 33 richiama esplicitamente l’articolo 33 della Costituzione italiana, che sancisce la libertà di insegnamento. Un principio che, secondo il Comitato, oggi sarebbe sempre più sotto attacco. Nel manifesto programmatico diffuso in queste ore, i promotori denunciano un “tentativo sistematico di silenziare il pensiero critico” e di allontanare la scuola dalla realtà del mondo.
Tra i punti più critici segnalati vi è il divieto, in diversi contesti scolastici, di affrontare temi complessi e controversi come la tragedia in corso in Palestina. Una scelta che il Comitato definisce senza mezzi termini come censura, ritenendola una grave violazione della libertà di insegnamento e del diritto degli studenti a formarsi come cittadini consapevoli.
Nel mirino anche il ddl Valditara, giudicato un attacco diretto all’educazione sessuo-affettiva. Proprio in una fase storica in cui – si legge nel manifesto – il bisogno di dialogo, ascolto e decostruzione dei pregiudizi appare più che mai urgente, la scuola rischierebbe di essere privata di strumenti fondamentali per il benessere delle nuove generazioni.
Il Comitato Aula 33 rivendica una scuola democratica e antifascista, di pace, inclusiva, aggiornata, capace di valorizzare le differenze e di promuovere relazioni sane. Una scuola che non riduca gli studenti a “capitale umano”, ma che metta al centro la crescita critica e integrale della persona; che restituisca potere agli organi collegiali e rifiuti decisioni calate dall’alto; che possa affrontare senza timori temi scomodi, attuali e globali. Ampio spazio viene dato anche alla richiesta di finanziamenti strutturali per la scuola pubblica, affinché non sia costretta a sopravvivere inseguendo bandi e progetti, ma possa garantire realmente il diritto allo studio e condizioni di lavoro dignitose per il personale. “Non accetteremo più intimidazioni né la criminalizzazione del dissenso”, affermano i promotori, che parlano di una mobilitazione necessaria per “restare umani e guardare il mondo a viso aperto”. Per queste ragioni, il Comitato lancia un appello aperto a cittadini, docenti, studenti, associazioni, sindacati, amministratori locali e forze politiche affinché sostengano e partecipino alla manifestazione in programma sabato 14 marzo a Vicenza.
Un’iniziativa che vuole essere, nelle parole di Aula 33, non solo un grido di resistenza, ma anche una proposta concreta di futuro: perché, concludono, “se la scuola non è libera, non è scuola”.
Per contatti: Aula33.comitato@gmail.com
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