di Federico Piazza

La Euronewpack srl ha festeggiato l’anno scorso 30 anni di attività nel settore degli imballaggi industriali. E decennale è anche il suo impegno nel sociale a livello locale, riconosciuto dal Premio Thiene 2025 che l’impresa si è aggiudicata a dicembre per il sostegno ad attività e servizi culturali e teatrali e per la promozione dell’inserimento in azienda di persone con disabilità.

L’amministratrice delegata Daniela Pendin, che coordina le attività del gruppo Euronewpack fondato assieme al direttore tecnico-commerciale Flavio Pendin e al direttore operativo Piergiorgio Pigatto, parla con Alto Vicentino Online delle politiche aziendali di sostenibilità per il personale e dell’evoluzione del mercato del packaging di prodotti di valore, che sta progressivamente sostituendo la plastica con carta e cartone riciclati.

Che iniziative sociali sostiene Euronewpack?

«Ogni anno stanziamo un budget per supportare le attività del teatro di Thiene, la Festa dei Popoli, le giornate sportive nelle scuole, lo Sportello Donna, la Cooperativa Sociale San Gaetano di Thiene. Abbiamo un rapporto storico con l’associazione “I Bambini delle Fate”. Siamo poi storicamente molto attivi nell’inserimento lavorativo delle persone in situazione di fragilità: sono progetti delicati, che vanno portati avanti in team avendo come obiettivo primario la realizzazione delle persone da accogliere e integrare nell’organizzazione aziendale. Collaboriamo inoltre da molti anni con la Cooperativa Verlata di Villaverla, a cui esternalizziamo alcune lavorazioni».

Qual è una peculiarità della vostra gestione del personale?

«Nella sede di Thiene siamo in 30. Metà sono donne, che lavorano in uffici, produzione e magazzino. La componente femminile rappresenta il 50% degli addetti, anche nelle altre due società del gruppo, la cartotecnica di Codevigo (Enp Saccisica) e l’azienda in Istria (Euronewpack Alba) che serve il mercato croato. Quindi è molto importante la flessibilità degli orari, dato che per un persistente retaggio culturale della nostra società le donne sono molto più investite dalle incombenze famigliari degli uomini. Lo si vede per esempio con il problema degli orari degli asili nel territorio dell’Alto Vicentino, con molte donne che a metà pomeriggio devono correre a prendere i figli per portarli a nuoto, in palestra, e così via».

Cosa possono fare le imprese oltre che avere orari più flessibili?

«Subentra, come nel nostro caso, il welfare aziendale che aiuta le famiglie a pagare il costo di queste extra attività. Ma anche la flessibilità di orario per i genitori non è sempre possibile, perché dipende dalle funzioni aziendali. Per esempio, una coppia di nostri dipendenti devono entrambi essere necessariamente al lavoro nel tardo pomeriggio, ma hanno figli piccoli e genitori anziani. Quindi ci sono situazioni di stress».

A proposito di asili, come procede il progetto perorato da Confindustria per un nido aziendale comune da realizzare tra Schio e Thiene?

«L’Alto Vicentino ha bisogno di un asilo nido con orari elastici a servizio delle esigenze delle famiglie dei lavoratori delle tante piccole e medie imprese che non possono creare delle proprie strutture interne. Su questo progetto sta lavorando il mandamento territoriale di Confindustria. Servirebbe comunque un coordinamento tra i Comuni perché le istituzioni non si parlano».

Altre attività per il personale su cui siete attivi?

«Purtroppo alcuni dipendenti hanno problemi di finanziamenti del credito al consumo a tassi di interesse molto elevati. Come azienda abbiamo fornito delle garanzie per soluzioni di micro credito a tassi agevolati che aiutano a uscire dal problema e sosteniamo iniziative di educazione finanziaria».

Parliamo del vostro business: come va il mercato dell’imballaggio?

«Ci siamo specializzati nella progettazione e realizzazione ad hoc di imballaggi completi in cartone alveolare, cartotecnica, legno e polietilene che assicurano la sicurezza e l’integrità di prodotti industriali di fascia alta: forni a micro onde, piani cottura, lampade, componenti di macchinari, gruppi di continuità, casse acustiche. E operando in una nicchia, il mercato c’è. Abbiamo chiuso il 2025 con un fatturato di gruppo consolidato sui 12 milioni di euro. Lavoriamo su commesse e servizi logistici integrati di supply chain per clienti in Triveneto, Emilia Romagna, Lombardia, Slovenia e Croazia, che esportano molto».

Novità nel settore?

«Negli imballaggi che facciamo noi è in corso la progressiva sostituzione della plastica con il cartone riciclato e con altri materiali eco-compatibili. Pertanto abbiamo avviato proficue collaborazioni con alcuni istituti universitari per sostenere la sperimentazione di nuovi materiali in linea con la gestione sostenibile industriale e di progetti di riciclabilità del materiale stesso e stiamo riconvertendo alcune linee di lavorazione verso la produzione di packaging alternativo in materiali più “eco-friendly”».

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia