Prosegue a Thiene il ciclo di incontri “Perché il male nella nostra vita?”, un percorso di riflessione e approfondimento a cura del dott. Guido Savio, psicologo, psicoterapeuta e psicoanalista, che sta coinvolgendo il pubblico su uno dei temi più urgenti e complessi del nostro tempo.
Gli ultimi due appuntamenti, entrambi a ingresso libero, si terranno alle20.30 nella Sala Riunioni della Biblioteca Civica di Thiene.
Il primo incontro è in programma martedì 3 febbraio 2026 ed è dedicato a “Il male della perdita di una persona amata”. Un tema delicato e universale, che affronta il dolore del lutto e la sua elaborazione come possibile via d’uscita dal vuoto, dalla solitudine e dalla frattura emotiva che la perdita inevitabilmente genera. Un’occasione per riflettere su come il dolore possa essere attraversato e trasformato, senza rimozioni né semplificazioni.
Il ciclo si concluderà martedì 10 febbraio 2026 con l’incontro “Il male nella rete”, un’analisi lucida e attuale dei rischi legati al mondo digitale: l’anonimato che deresponsabilizza, il disordine comunicativo, la banalità del male che si diffonde online, il cyberbullismo e le zone oscure del dark web, nelle quali soprattutto molti giovani finiscono per cadere.
Alla base dell’intero percorso vi è una domanda che attraversa il nostro tempo: perché il male sembra oggi così presente nella nostra vita? Guerre, violenza, perdita di riferimenti morali e bombardamento mediatico alimentano una percezione diffusa di impotenza e sofferenza interiore. Un male che non resta confinato agli eventi del mondo, ma diventa esperienza intima, sofferenza dell’anima.
Secondo Savio, tuttavia, esiste una risposta possibile: la cura del male passa attraverso l’educazione e la cultura, poiché il male nasce dall’ignoranza. Se la storia dell’umanità è stata segnata da violenza e conflitti, ciò non significa che questo debba essere il nostro destino ineludibile. Al contrario, l’impegno richiesto alle generazioni presenti e future è oggi più grande che mai, ma anche carico di responsabilità e speranza.
Un messaggio che richiama idealmente le parole di Imagine di John Lennon: la possibilità di costruire un progetto condiviso, giovane, orientato al bene comune.
Guido Savio, nato a Vicenza nel 1953, è filosofo, psicologo e psicoterapeuta. Specializzato presso la Clinica Psichiatrica dell’Università di Brescia, è membro ordinario dell’Istituto “Il Lavoro Psicoanalitico” di Milano dal 1986. Ha svolto attività clinica presso il Servizio Psichiatrico dell’Alto Vicentino ed è stato Giudice presso il Tribunale dei Minori di Venezia. Autore di numerosi saggi, partecipa a convegni e scrive per riviste specialistiche, con una riflessione costante sui temi della relazione, della responsabilità e della cura del pensiero.
Un ciclo di incontri che non offre risposte facili, ma invita a pensare, condividere e interrogarsi sul nostro presente, partendo dall’esperienza individuale per aprirsi a una dimensione collettiva.
Stampa questa notizia




