Il sindacato degli infermieri Nursing Up accoglie con attenzione la firma del protocollo operativo tra Tribunale, Procura e Ulss 7 e 8, volto a migliorare la gestione delle persone coinvolte in procedimenti penali con fragilità psichiche o dipendenze. Un’intesa che, secondo il sindacato, rappresenta un passo importante verso un maggiore coordinamento tra sistema sanitario e sistema giudiziario, ma che dovrà ora tradursi in azioni concrete per evitare che resti solo un documento di principio.
Nursing Up annuncia infatti che vigilerà sull’effettiva attuazione del protocollo e sulla reale messa a disposizione delle risorse necessarie a renderlo operativo. «Se l’obiettivo è davvero quello di coniugare la tutela della collettività con il diritto alla cura – sottolinea Gabriele Bergamin, referente provinciale Nursing Up Vicenza – è indispensabile che alla firma seguano un rafforzamento del personale infermieristico, misure di protezione adeguate, investimenti strutturali, presenze di sicurezza realmente operative e criteri chiari per la gestione dei soggetti ad alta pericolosità».
Secondo il sindacato, in assenza di questi elementi il rischio concreto è che la responsabilità della sicurezza venga di fatto scaricata sulla sanità e, in particolare, sugli infermieri. «Gli operatori non possono e non devono diventare un bersaglio, a discapito del loro ruolo professionale e della loro incolumità», avverte Bergamin.
Nursing Up richiama inoltre l’attenzione su un nodo che il protocollo, da solo, non può sciogliere: la sicurezza reale ed effettiva nei reparti psichiatrici e la prioritaria tutela di tutto il personale sanitario impegnato nell’assistenza ai pazienti. Da tempo il sindacato segnala come, nella pratica quotidiana, i reparti di psichiatria delle Ulss 7 e 8 siano sempre più esposti a situazioni di elevata pericolosità, in contesti che non sono né strutturalmente né organizzativamente pensati per funzioni di contenimento o custodia.
Una criticità già formalmente segnalata alle aziende sanitarie, anche in seguito a un grave episodio avvenuto lo scorso dicembre nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Santorso (Ulss 7), dove un paziente ha aggredito due infermieri, provocando loro lesioni fisiche con una prognosi superiore a un mese. A peggiorare ulteriormente la situazione, evidenzia il sindacato, la chiusura nel fine settimana del Centro di salute mentale, che costringe gli infermieri del reparto a farsi carico anche della somministrazione delle terapie ai pazienti del CSM, senza un adeguato rinforzo di personale.
Il sindacato ribadisce infine la propria disponibilità al confronto con le istituzioni sanitarie e giudiziarie, affinché il protocollo possa tradursi in procedure realmente sostenibili, capaci di garantire cura, sicurezza e dignità per tutti: operatori sanitari, pazienti e collettività.
A chiudere è Guerrino Silvestrini, segretario regionale Nursing Up Veneto: «Confidiamo che questo protocollo garantisca concretamente sicurezza nelle strutture psichiatriche, con modalità di controllo e presenza effettiva da parte degli organi di Polizia, e non rappresenti l’ennesima mortificazione delle legittime aspettative degli operatori sanitari, che non hanno bisogno di un nuovo elenco di buone intenzioni».
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