Sono sei i dolci italiani più amati nel mondo, e sono tutti presenti, nella versione tradizionale o in innovative presentazioni degli chef, nelle carte dei dessert dell’alta ristorazione. A dirlo è Michelin Italia che, dal suo osservatorio sulla galassia dei 394 Stelle Michelin selezionati dalla guida rossa 2026 sul territorio italiano, tra le proposte dolciarie del made in Italy designa un podio condiviso da grandi classici: il tiramisù, il cannolo siciliano, la cassata, le sfogliatelle, il babà al rum, e il gelato.
Se sulle origini del tiramisù c’è un acceso contendere tra Veneto e Friuli, sono fuori discussione le origini siciliane di cannolo e cassata e quelle campane delle sfogliatelle e del babà. Glorie dolciarie fortemente tipiche, che, insieme al gelato, sono eccellenze legate agli artigiani del gusto. Eppure, viene evidenziato online dalla guida, «come per le tradizioni culinarie salate, le confluenze culturali e le dominazioni straniere (arabe, spagnole, francesi su tutte) hanno lasciato nel corso dei secoli indelebili tracce sull’evoluzione della pasticceria italiana.
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