«Ci sono atti amministrativi che vanno ben oltre il mandato istituzionale: lanciano ponti verso il futuro e parlano a intere generazioni». Così il consigliere comunale del Partito Democratico di Schio, Leonardo Dalla Vecchia, commenta il recente passo compiuto dal Consiglio comunale e dalla Commissione di studio sulle Pietre d’Inciampo, che ha portato all’avvio del percorso per la loro posa in città.
Secondo Dalla Vecchia, si tratta di una scelta capace di incidere profondamente nella storia della comunità scledense: «Il Consiglio è riuscito a ricollocare la memoria della città nel suo giusto orizzonte, distinguendosi dalla normale amministrazione per entrare nella storia».
Il consigliere ripercorre anche una pagina dolorosa del recente passato. «Ricordo bene, e con grande sofferenza, l’inizio di questo percorso», afferma, riferendosi alla mozione presentata anni fa per avviare l’iter delle Pietre d’Inciampo, allora bocciata dal Consiglio comunale. «Nulla, prima di quella sera, mi avrebbe fatto presagire un esito simile».
Un Consiglio che Dalla Vecchia definisce ancora oggi difficile da rievocare: «A discussione già avviata iniziarono segnali strani: il timer degli interventi non funzionava e l’allora presidente mi interruppe proprio mentre stavo leggendo i nomi dei deportati a Mauthausen. Un gesto che trovai insopportabile». Poi, aggiunge, «seguirono parole, silenzi e infine il voto».
«Ancora oggi tornare con la mente a quel Consiglio mi provoca un senso di amarezza e sofferenza», sottolinea il consigliere dem, «ripenso al peso che quel rifiuto ha avuto sulla storia di quelle persone e sul dolore delle loro famiglie».
Oggi, però, il giudizio guarda al presente e al futuro. «Il Consiglio comunale ha scelto di voltare pagina», dichiara Dalla Vecchia. «Ha scelto la via della ricucitura, decidendo di riannodare i fili della memoria».
Una scelta che, secondo il consigliere Pd, va letta anche in una prospettiva storica più ampia: «È giusto che il tempo sbiadisca il ricordo di noi che siamo stati testimoni di quell’errore recente. Le polemiche e le amarezze di quella sera devono passare in secondo piano, per lasciare tutto lo spazio necessario ai nomi di chi è rimasto troppo a lungo nell’ombra».
«Oggi», conclude Dalla Vecchia, «restituiamo dignità a chi è giusto ricordare».
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