Il valore della produzione lorda agricola veneta cresce: nel 2025 ha toccato, complessivamente, gli 8,8 miliardi di euro, +7,1% su quella del 2024, grazie, soprattutto, a zootecnia e produzioni vitivinicole. Ad annunciarlo Regione del Veneto e Veneto Agricoltura che, questa mattina, hanno presentato i dati regionali dell’annata agraria 2025 alla 117esima edizione di Fieragricola. Alla conferenza stampa hanno partecipato l’assessore regionale all’agricoltura, Dario Bond, il direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner e il direttore Economia e Comunicazione di Veneto Agricoltura, Alessandra Liviero.

Positivi anche settore lattiero-caseario, che, nonostante la contrazione del numero di allevamenti (-3,7%), ha mantenuto i livelli produttivi e accresciuto il proprio fatturato (692 milioni di euro, +14,3%) e carne bovina (fatturato di 690 milioni, +19,9%), mentre la suinicoltura ha evidenziato una riduzione del volume d’affari (-7,3%). Ancora in affanno il comparto ittico, dove venericoltura e pesca ai molluschi bivalve hanno patito le conseguenze dell’invasione di granchio blu e l’anossia causata dalle mucillaggini.

 

Bene le colture industriali: esclusa la soia, hanno mostrato tutte una buona tenuta di prezzo, rimanendo stabili o evidenziando aumenti tra il 5% e il 10%. Per i cereali, male gli autunno-vernini, bene quelli a semina primaverile. Andamento inverso per le colture orticole, che hanno subito una compressione dei risultati economici: i prezzi all’origine, nella scorsa annata, sono calati diffusamente. Sul versante import-export, nei primi nove mesi del 2025, sono aumentate sia le importazioni (+9,6%) che le esportazioni (+5,1%), ma quest’ultime in maniera più contenuta delle prime (7,8 miliardi di euro contro 8,1 miliardi) e dunque la bilancia commerciale con l’estero fa segnare un deficit di circa 350 milioni di euro. A livello occupazionale, mentre il numero di imprese agricole attive iscritte alla Camere di Commercio è sceso ulteriormente a 56.950 unità (-2,2%) nel periodo gennaio-settembre 2025, l’occupazione complessiva nel settore ha conosciuto un rialzo del 2,7%, toccando quota 60.300 addetti.

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