La protesta cresce, si organizza e rilancia. I residenti del quartiere Fogazzaro e del centro città non arretrano di un passo sulla contestata riapertura sperimentale di via Fogazzaro e, dopo aver protocollato il 20 gennaio scorso 450 firme indirizzate al sindaco di Schio, hanno deciso di alzare ulteriormente il livello dello scontro istituzionale.

In soli tre giorni sono state raccolte altre 300 firme a sostegno di una formale “Petizione”, strumento che obbliga il primo cittadino ad avviare un’istruttoria e a fornire una risposta puntuale sui temi sollevati dai firmatari. Numeri che, sottolineano i promotori, triplicano ampiamente la soglia minima richiesta.

“Altro che sperimentazione per i residenti”

Nel documento i cittadini contestano la ratio dell’intervento viabilistico. L’Amministrazione parla di sperimentazione per agevolare la viabilità dei residenti della zona dietro al Duomo, ma secondo il comitato l’effetto reale sarà opposto: l’apertura di via Fogazzaro e l’inversione del senso di marcia di Largo De Pretto finirebbero per convogliare nuovo traffico verso il centro.

Nel mirino c’è quello che viene definito un vero e proprio “by pass”: chi proviene dai quartieri di Santa Croce, S.S. Trinità e perfino dalla zona industriale potrebbe evitare il “Cono di Luce”, imboccando via Fogazzaro, proseguendo per via Marconi e via Btg.ne Val Leogra per poi ricollegarsi alla strada provinciale 46 in direzione Torrebelvicino.

Il risultato? “Qualche migliaio di auto al giorno” in un quartiere oggi frequentato quasi esclusivamente da residenti e da chi parcheggia per recarsi in centro.

Sicurezza e salute al centro delle critiche

I firmatari parlano apertamente di qualità della vita compromessa: più traffico significherebbe più polveri sottili, più rumore, maggiore rischio di incidenti e limitazioni ai percorsi ciclopedonali.

Particolarmente delicata, ricordano, la presenza di una pista pedonale e ciclabile molto utilizzata, che collega il complesso residenziale Porta Venezia con la stazione ferroviaria e la zona commerciale dei supermercati. Un’area vissuta quotidianamente da bambini e anziani.

Secondo i residenti, la precedente inversione del senso di marcia in via Verdi – da cui nasce l’attuale riorganizzazione – avrebbe potuto essere gestita con controlli mirati della polizia locale o tramite telecamere, intervenendo sui veicoli non autorizzati, indicati dallo stesso Comune come principale causa del traffico. “Bastava controllare quelli”, sostengono.

Il rinvio non placa gli animi

Intanto l’Amministrazione ha annunciato lo slittamento dell’avvio della nuova fase sperimentale, inizialmente previsto per il 16 febbraio, all’inizio di marzo, con data indicativa fissata per lunedì 2 marzo 2026.

Il rinvio sarebbe dovuto al maltempo che ha rallentato i lavori e al ritrovamento di sottoservizi non segnalati in via Marconi, nei pressi del condominio fronte Miramonti, che hanno imposto interventi tecnici e modifiche al cronoprogramma.

Sono appena iniziati gli interventi tra via Marconi e via Manin: riduzione dell’aiuola centrale, ridimensionamento dei marciapiedi, installazione di cordonate di sicurezza a separazione della pista ciclabile, rimozione delle chiusure all’intersezione con via Martiri della Libertà e nuova cordonata in Largo De Pretto. Serviranno almeno altre due settimane, condizioni meteo permettendo.

Cosa prevede la nuova viabilità

La sperimentazione prevede la riapertura di via Fogazzaro con provenienza da Santa Croce nel tratto tra via Martiri della Libertà e Largo De Pretto, l’inversione del senso di marcia di Largo De Pretto fino a via San Giovanni Bosco, il divieto di transito ai mezzi oltre le 3,5 tonnellate, il mantenimento degli stalli di sosta, l’introduzione di una corsia ciclabile percorribile in senso opposto e il limite di velocità a 30 km/h.

Per l’Amministrazione si tratta di un passaggio inserito in un percorso partecipato volto a migliorare fluidità, sicurezza e vivibilità del centro, in coerenza con il Piano Urbano del Traffico.

Ma nel quartiere Fogazzaro la tensione resta alta. I cittadini chiedono lo stop alla sperimentazione, una valutazione complessiva dei flussi di traffico e un’analisi approfondita dei rischi, con il coinvolgimento diretto di una loro rappresentanza.

Il confronto, insomma, è tutt’altro che chiuso. E la partita su via Fogazzaro si gioca ormai non solo sull’asfalto, ma anche sul terreno – sempre più acceso – della partecipazione civica.

SCHIO – La protesta cresce, si organizza e rilancia. I residenti del quartiere Fogazzaro e del centro città non arretrano di un passo sulla contestata riapertura sperimentale di via Fogazzaro e, dopo aver protocollato il 20 gennaio scorso 450 firme indirizzate al sindaco di Schio, hanno deciso di alzare ulteriormente il livello dello scontro istituzionale.

In soli tre giorni sono state raccolte altre 300 firme a sostegno di una formale “Petizione”, strumento che obbliga il primo cittadino ad avviare un’istruttoria e a fornire una risposta puntuale sui temi sollevati dai firmatari. Numeri che, sottolineano i promotori, triplicano ampiamente la soglia minima richiesta.

“Altro che sperimentazione per i residenti”

Nel documento i cittadini contestano la ratio dell’intervento viabilistico. L’Amministrazione parla di sperimentazione per agevolare la viabilità dei residenti della zona dietro al Duomo, ma secondo il comitato l’effetto reale sarà opposto: l’apertura di via Fogazzaro e l’inversione del senso di marcia di Largo De Pretto finirebbero per convogliare nuovo traffico verso il centro.

Nel mirino c’è quello che viene definito un vero e proprio “by pass”: chi proviene dai quartieri di Santa Croce, S.S. Trinità e perfino dalla zona industriale potrebbe evitare il “Cono di Luce”, imboccando via Fogazzaro, proseguendo per via Marconi e via Btg.ne Val Leogra per poi ricollegarsi alla strada provinciale 46 in direzione Torrebelvicino.

Il risultato? “Qualche migliaio di auto al giorno” in un quartiere oggi frequentato quasi esclusivamente da residenti e da chi parcheggia per recarsi in centro.

Sicurezza e salute al centro delle critiche

I firmatari parlano apertamente di qualità della vita compromessa: più traffico significherebbe più polveri sottili, più rumore, maggiore rischio di incidenti e limitazioni ai percorsi ciclopedonali.

Particolarmente delicata, ricordano, la presenza di una pista pedonale e ciclabile molto utilizzata, che collega il complesso residenziale Porta Venezia con la stazione ferroviaria e la zona commerciale dei supermercati. Un’area vissuta quotidianamente da bambini e anziani.

Secondo i residenti, la precedente inversione del senso di marcia in via Verdi – da cui nasce l’attuale riorganizzazione – avrebbe potuto essere gestita con controlli mirati della polizia locale o tramite telecamere, intervenendo sui veicoli non autorizzati, indicati dallo stesso Comune come principale causa del traffico. “Bastava controllare quelli”, sostengono.

Il rinvio non placa gli animi

Intanto l’Amministrazione ha annunciato lo slittamento dell’avvio della nuova fase sperimentale, inizialmente previsto per il 16 febbraio, all’inizio di marzo, con data indicativa fissata per lunedì 2 marzo 2026.

Il rinvio sarebbe dovuto al maltempo che ha rallentato i lavori e al ritrovamento di sottoservizi non segnalati in via Marconi, nei pressi del condominio fronte Miramonti, che hanno imposto interventi tecnici e modifiche al cronoprogramma.

Sono appena iniziati gli interventi tra via Marconi e via Manin: riduzione dell’aiuola centrale, ridimensionamento dei marciapiedi, installazione di cordonate di sicurezza a separazione della pista ciclabile, rimozione delle chiusure all’intersezione con via Martiri della Libertà e nuova cordonata in Largo De Pretto. Serviranno almeno altre due settimane, condizioni meteo permettendo.

Cosa prevede la nuova viabilità

La sperimentazione prevede la riapertura di via Fogazzaro con provenienza da Santa Croce nel tratto tra via Martiri della Libertà e Largo De Pretto, l’inversione del senso di marcia di Largo De Pretto fino a via San Giovanni Bosco, il divieto di transito ai mezzi oltre le 3,5 tonnellate, il mantenimento degli stalli di sosta, l’introduzione di una corsia ciclabile percorribile in senso opposto e il limite di velocità a 30 km/h.

Per l’Amministrazione si tratta di un passaggio inserito in un percorso partecipato volto a migliorare fluidità, sicurezza e vivibilità del centro, in coerenza con il Piano Urbano del Traffico. Ma nel quartiere Fogazzaro la tensione resta alta. I cittadini chiedono lo stop alla sperimentazione, una valutazione complessiva dei flussi di traffico e un’analisi approfondita dei rischi, con il coinvolgimento diretto di una loro rappresentanza.

Il confronto, insomma, è tutt’altro che chiuso. E la partita su via Fogazzaro si gioca ormai non solo sull’asfalto, ma anche sul terreno – sempre più acceso – della partecipazione civica.

di Redazione AltovicentinOnline

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