Alessandro Di Battista sarà a Thiene con “Scomode Verità”, un saggio sulla crisi politica, sociale e demografica che l’Europa e l’Italia stanno affrontando negli ultimi decenni. Siamo riusciti ad intervistarlo in vista della sua visita nell’Alto Vicentino per farci anticipare qualcosa del suo incontro con il pubblico che avverrà il 28 febbraio prossimo.
Di Battista, che cosa rappresenta per Lei lo spettacolo “Scomode verità”? E’ più una ricerca di smuovere le coscienze oppure un voler raccontare la verità come cronaca realistica?
Entrambe le cose, direi. C’è una visione d’ascolto per conoscere e pure una capacità di coinvolgimento emotivo. Scomode sono le verità che poi diventano anti qualcosa… antisistema, antisraeliani, anticapitalisti, ecc… I cittadini in Palestina hanno l’obbligo, secondo me, di essere informati. E soprattutto capire che i veri padroni sono i finanzieri americani. Israele ha bombardato Gaza 107 giorni negli ultimi 125 trascorsi dopo la pace annunciata in pompa magna da Trump. Il sistema mediatico non ne ha praticamente parlato salvo qualche rara eccezione.
E’ sempre più difficile creare empatia di conoscenza, andare in profondità, siamo un paese così apatico?
Con i social è più difficile creare empatia, con linguaggi diversi come il teatro, i libri, i documentari si può fare controinformazione. Dall’8 ottobre 2025 io e qualcun altro eravamo voci isolate, ma poi siamo diventati milioni. Bisogna insistere.
Come si fa ad estirpare la legge del più forte che sembra dominare ed imperversare nel mondo con Trump e derivati?
Come disse Assange “Se le guerre possono essere avviate dalle bugie, esse possono essere fermate dalla verità”. All’informazione di parte bisogna rispondere con la controinformazione di valore, sorretta da una grande forza d’animo.
Dopo il suo viaggio in America latina, tornerebbe all’estero per qualche anno?
Avendo famiglia ora faccio più fatica. Mi muoverei volentieri per viaggi di conoscenza. Quello si. C’è sempre la voglia di “muoversi dentro”.
Ormai si convive con la guerra come fosse parte della normalità. La pace è veramente vissuta con così poco interesse se non attraverso forme di potere o minacce per raggiungerla?
Ci vorrebbe un’Europa diversa che purtroppo non esiste in quanto asservita al patriarca Usa. Bisogna avere speranza nella gioventù.
Quanto manca all’umanità una figura come Papa Francesco?
Papa Francesco manca molto, ogni giorno chiamava la parrocchia di Gaza ed inviava messaggi giornalieri all’umanità a sostegno della pace e contro la guerra.
Lei è stato un fondatore del M5s, pensava alla sua nascita, che sarebbe poi diventato un partito?
Il movimento è stato una bella esperienza di vita. Fa parte però del passato.
Paga di più in termini di consenso gridare alla sicurezza non percepita oppure raccontare le problematiche che ci sono e fare il possibile per risolverle?
Il 60% degli elettori non va più a votare. Non ci si occupa delle problematiche delle persone. C’è una comunicazione che è distrazione di massa con politiche profondamente antidemocratiche. C’è chi è altrove e chi le prende. Non c’è più un centrosinistra o un centrodestra, ma un sopra e un sotto, una moltitudine e un’èlite.
Il nostro è sempre più un paese che si regge sulle persone anziane…
Il nostro paese è il più anziano del mondo, dove si continua a distruggere lo stato sociale, il segretario nazionale dell’Onu ha più volte invitato a fare interventi di revisioni sulle pensioni e sul sistema del welfare, ma è un gridare alla luna. Ormai la famiglia è per gran parte mono figlio. Si stima che in Italia ci siano 350 mila nascite all’anno, a conferma della profonda crisi demografica di un paese che contava in un passato non molto lontano su 700 mila nascite.
La statistica del Trasparency International ci vede in calo con 53 punti totali ed il 52° posto in graduatoria mondiale sul tema della giustizia dovuto soprattutto all’abolizione dell’abuso di ufficio e alla mancanza di una legge su lobby e conflitto d’interesse. Ci sarà un’inversione di tendenza?
La risposta purtroppo non è razionale. Il centrodestra sta smantellando la giustizia come da sua tradizione. Ci vorrebbe un’opposizione significativa, ma c’è debolezza nei contenuti e nella forza di perseguirli.
Un messaggio finale da dedicare ai giovani.
Di credere in loro stessi. Sono migliori di quello che molti vogliono far apparire. E soprattutto di seguire il loro coraggio.
di Redazione AltovicentinOnline
Stampa questa notizia




