Le “coppie bianche” sono il simbolo di un’epoca che ha trasformato la sessualità in performance, ma che può riscoprire una dimensione più profonda e autentica. La sfida di oggi è costruire un’intimità che sia un terreno di incontro e trasformazione, un viaggio verso la connessione reale e significativa.
Negli ultimi anni, la società ha assistito a un cambiamento radicale nei paradigmi dell’intimità e della sessualità. Con il termine “coppie bianche” ci si riferisce a quelle coppie che, pur restando unite, non vivono più una dimensione sessuale attiva. Questo fenomeno sta crescendo, riguardando tra il 15% e il 20% delle coppie stabili, con un aumento evidente tra le persone sotto i 40 anni.
Il paradosso del desiderio
Viviamo immersi in un ambiente sovrasaturo di stimoli erotici, eppure il desiderio sembra diminuire. Questo paradosso sessuale è caratterizzato da relazioni che scivolano dall’erotismo all’apatia. L’intimità, un tempo un viaggio profondo, è diventata sempre più una performance, con giovani che temono il contatto reale e partner che convivono come semplici coinquilini emotivi.
La tecnologia e il libertinaggio digitale hanno trasformato il modo di vivere la sessualità. Prima, l’intimità passava dal cuore, oggi invece è spesso mediata da uno schermo. Questo cambiamento ha portato a tre effetti principali: riduzione del desiderio. L’iperstimolazione visiva richiede sempre di più per ottenere sempre meno piacere. Aumento dell’ansia: Il sesso performativo genera paura del fallimento e sopprime la spontaneità. Dissociazione: Molti vivono la sessualità come un ruolo da recitare, piuttosto che un’esperienza di presenza autentica.
È importante riscoprire l’alfabeto del piacere lento e la grammatica del corpo. Ciò implica un ritorno all’autenticità, dove ci si spoglia non solo dei vestiti ma anche delle difese interiori. Esprime la necessità di riconoscere le proprie fragilità e di trasformare l’energia sessuale, non negandola né consumandola, ma utilizzandola per nutrire corpo, mente e cuore.
Le “coppie bianche” sono il simbolo di un’epoca che ha trasformato la sessualità in performance, ma che può riscoprire una dimensione più profonda e autentica. La sfida di oggi è costruire un’intimità che sia un terreno di incontro e trasformazione, un viaggio verso la connessione reale e significativa.
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