“La sanità non può essere una curva da stadio”. Sono parole ferme quelle del sindaco di Malo, Moreno Marsetti, interviene a nome dei sindaci dell’Esecutivo del Distretto 2 dell’ULSS 7 Pedemontana di centro destra per chiarire la reale portata dell’iniziativa che in questi giorni ha generato un vivace dibattito sulla stampa locale.
Marsetti ha precisato che la lettera indirizzata al Presidente della Regione Veneto sulla guida dell’ULSS 7 Pedemontana è stata promossa dal Comune di Malo come iniziativa personale, e non dalla presidente dell’Esecutivo dei Sindaci del Distretto, la sindaca di Schio, Cristina Marigo, che “non ha avuto alcun coinvolgimento nella predisposizione o nella promozione del testo”.
“La proposta della lettera – spiega Marsetti – è stata condivisa nella chat dei sindaci il 4 febbraio, invitando chi fosse interessato a sottoscriverla a manifestare la propria disponibilità. Nessuna forzatura, nessuna pretesa di unanimità. Ciascun amministratore ha avuto piena libertà di scegliere se aderire o meno.”
Secondo il sindaco, alcuni primi cittadini hanno deciso di firmare, altri no, ma “è corretto dire che nessuno tra coloro che oggi contestano l’iniziativa ha chiesto di visionare la bozza o presentato osservazioni. Il confronto – aggiunge – sarebbe stato possibile fin dall’inizio”.
Entrando nel merito, Marsetti riconosce che “le criticità restano” nel sistema sanitario, dalle liste d’attesa alle carenze di personale, fino alla necessità di rafforzare i servizi territoriali.
“Tuttavia – sottolinea – è altrettanto doveroso riconoscere i miglioramenti ottenuti. L’Ospedale di Santorso ha recuperato funzioni e centralità, e durante l’emergenza pandemica ha dimostrato capacità organizzativa e solidità.”
Sul contenuto della lettera, il primo cittadino ribadisce che “non si tratta di una raccomandazione o di una presa di posizione personale. È il riconoscimento del lavoro di un Direttore Generale che ha garantito presenza, disponibilità e dialogo con i Comuni del territorio. Il sostegno è a un metodo di lavoro, non a un individuo”. “La richiesta di continuità – prosegue – nasce da una valutazione concreta: un percorso di riequilibrio è stato avviato e va consolidato. Interromperlo ora rischierebbe di compromettere i risultati raggiunti.”
Per Marsetti, il messaggio è chiaro: “La sanità richiede responsabilità condivisa, equilibrio e concretezza. Servono risorse, ma anche collaborazione tra Comuni, Azienda sanitaria e Regione. Il confronto è legittimo, lo scontro permanente no. Noi continueremo a lavorare con spirito costruttivo, segnalando ciò che non funziona e valorizzando ciò che migliora la vita dei cittadini.”
Il Covesap attacca i sindaci: “Basta con la stagione del tutto va bene”
Atrettanto dura e senza fronzoli la nota de Il Comitato Sanità Pubblica Alto Vicentinoche interviene con un comunicato sulla lettera inviata da alcuni sindaci al presidente della Regione per chiedere la riconferma di Carlo Bramezza alla guida dell’ULSS 7 Pedemontana.
Secondo il Covesap, l’iniziativa sarebbe stata promossa dalla sindaca di Schio, Cristina Marigo, che nei giorni scorsi, ha espresso apprezzamento per l’operato del direttore generale, minimizzando le criticità e attribuendole a difficoltà inevitabili.
Il Comitato ricorda come nel 2021, in occasione della seconda manifestazione a Schio a difesa della sanità pubblica, ” i sindaci decisero ufficialmente di non partecipare, ritenendo la loro presenza irrispettosa nei confronti del neo direttore Carlo Bramezza. “Da allora – sostengono – si è consolidato un atteggiamento di deferenza”, anche perché il manager non sarebbe incline ad accogliere critiche sulle proprie scelte.
Il Covesap giudica “fuori luogo” l’entusiasmo espresso per un impegno che rientra nelle prerogative dell’incarico. E traccia un bilancio di fine mandato “in chiaroscuro”: alcuni miglioramenti sul fronte ospedaliero, ma un peggioramento nell’assistenza territoriale e nei servizi sociosanitari. “Continuiamo a faticare per accedere a cure che la Costituzione ci garantisce come diritto fondamentale”, si legge nel comunicato, che sottolinea il disagio vissuto quotidianamente dai cittadini.
Il Comitato si dice vicino ai sindaci che hanno scelto di dissociarsi dall’iniziativa pro-Bramezza e che hanno riconosciuto apertamente le criticità esistenti. Da qui l’appello finale: chiudere definitivamente la stagione del “tutto va bene” e aprire una fase nuova, fondata su responsabilità, trasparenza e ascolto delle comunità locali.
di Redazione AltovicentinOnline
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