È arrivata l’ufficialità: la Regione Veneto ha respinto definitivamente il progetto di ampliamento della cava di calcare “Pianezze”, presentato dalla società Trentin Ghiaia S.r.l. nell’area tra Ca’ Trenta e Monte di Magrè. Un esito atteso ma tutt’altro che scontato, che segna una vittoria importante per il territorio, per i residenti e per le istituzioni locali che, fin dall’inizio, avevano espresso forti perplessità sull’intervento.

La decisione è stata comunicata ieri nel corso della Conferenza dei servizi, alla presenza dei rappresentanti della Regione Veneto, dell’Ulss 7 Pedemontana, del Comune di Schio e dei Vigili del fuoco. Un passaggio conclusivo che ha sancito il definitivo rigetto del progetto di espansione, già bocciato a inizio febbraio dalla Commissione regionale nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), con un parere non favorevole. Il progetto prevedeva un ampliamento significativo dell’area estrattiva, portandola da 10.000 a circa 26.000 metri quadrati, con l’estrazione di oltre 300 mila metri cubi di materiale nell’arco di dieci anni, anche mediante l’uso di mine ed esplosivi. Un intervento giudicato incompatibile con le caratteristiche ambientali e insediative della zona.

Nel provvedimento di rigetto, la Regione ha accolto in larga parte le criticità sollevate dal Comune di Schio, che già con una delibera dell’aprile 2025 aveva espresso parere contrario unanime, e quelle contenute nella corposa relazione tecnica presentata dal Comitato “No Cava Pianezze”, con il supporto di Legambiente, evidenziando, oltre a rumore e dissesti, problemi legati a vibrazioni, polveri sottili, perdita di aree boscate, traffico pesante, salute pubblica e mancato ripristino ambientale del sito esistente.

Due i nodi principali che hanno pesato sulla decisione finale: l’impatto acustico e il rischio idrogeologico. Per quanto riguarda il rumore, è stato riconosciuto come già nelle condizioni attuali la cava generi disagi significativi, con il concreto rischio di superamento dei limiti di legge in caso di ampliamento e utilizzo di cariche esplosive. Sul fronte idrogeologico, sono stati valutati con attenzione i potenziali dissesti del versante, le alterazioni del torrente Covolo e i possibili effetti sulle falde, in un’area già considerata fragile.

Soddisfazione viene espressa dal sindaco di Schio, Cristina Marigo: “Con il rigetto del progetto si chiude un iter lungo e complesso, iniziato a fine 2024 e accompagnato da un acceso dibattito pubblico. Per il territorio di Monte Magrè e della Valle del Covolo, la decisione rappresenta una svolta importante e cioè che lo sviluppo non può prescindere dal rispetto dell’ambiente, della salute e della vivibilità delle comunità locali.

Un grande risultato per la comunità e per la tutela del territorio e la conferma che il lavoro serio, documentato e coerente delle istituzioni locali, unito alla partecipazione attiva dei cittadini, può portare a decisioni giuste”.

Sulla stessa linea l’assessore alle Politiche ambientali Alessandro Maculan: «Questa decisione dà ragione alle preoccupazioni espresse fin dall’inizio. Non si poteva definire temporaneo un intervento destinato a durare anni, con impatti potenzialmente permanenti. Il parere negativo del Comune, espresso già nel 2025, assieme alle osservazioni del Comitato, erano fondati su elementi tecnici solidi che oggi trovano pieno riscontro nella scelta della Regione».

Il Comitato “No Cava Pianezze” accoglie con grande soddisfazione la decisione della Regione Veneto di respingere definitivamente l’ampliamento della cava. Commentano Anna Reghelin e Matteo Trambaiolo del Comitato: “È un segnale chiaro: in un’area fragile e densamente abitata, la tutela della salute, della sicurezza e della vivibilità deve prevalere su interventi ad alto impatto.

Ringraziamo il Comune di Schio per la posizione netta e costante, i tecnici che hanno lavorato con rigore e Legambiente per il supporto. Questa decisione dimostra che osservazioni puntuali e documentate possono incidere concretamente. Come Comitato, in questi mesi abbiamo raccolto segnalazioni, studiato documenti, portato osservazioni e dato voce a chi vive qui ogni giorno.  Non è una vittoria “contro” qualcuno: è una scelta “per” la salute e il futuro della comunità. Continueremo a vigilare, perché questa decisione sia seguita da responsabilità concrete sul presente e sul ripristino ambientale dell’area”.

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