“Care lettrici, cari lettori, vi saluto. Lo scorso ottobre ho concordato con l’Azienda che a breve avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. Questo è il momento di farlo”. Alfonso Signorini saluta così i lettori di Chi, una scelta condivisa col Gruppo Mondadori e maturata sin dal 2023, quando “ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario”. “La pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità. Era un pensiero sottile, che si era impadronito della mia anima, che rendeva i miei sorrisi, i miei entusiasmi sempre più faticosi e le mie giornate sempre meno colorate”, scrive Signorini – dal 2006 al 2023 direttore responsabile del magazine per il quale aveva iniziato a lavorare sin dagli anni ’90 – nell’editoriale del settimanale in edicola mercoledì 4 marzo che l’Ansa ha letto in anteprima. Nessun collegamento col caso Corona che, dice, “non ha minimamente influenzato una decisione maturata da anni”.
“Circa tre anni fa, ho trovato il coraggio di condividere questo mio stato d’animo in azienda. Non potevo più tacerlo. Volevo lasciare Chi. Sentivo di avere la forza per cominciare una nuova vita”, aggiunge Signorini.
Quanto al caso Corona, Signorini scrive che “lo squallore si commenta da solo”. “Esiste e continuerà ad esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie, un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso – afferma -. Avrò modo di spiegarvi meglio tutto quello a cui sto alludendo. Non vedo l’ora di farlo, anche perché il mio rapporto con voi, care lettrici e cari lettori, si è sempre basato sulla chiarezza e l’onestà e difendere la mia professionalità e la mia persona è importante. Ma non è questo il momento giusto”.
Ansa
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