A Schio il dibattito sulla viabilità di via Fogazzaro è acceso più che mai. Dopo l’ultimo comunicato dell’amministrazione, i cittadini contestano la  scelta di riaprire la strada nell’ambito della sperimentazione legata alle modifiche alla circolazione, tra cui l’inversione del senso di marcia di via Verdi.

Secondo i residenti, parlare di semplice conseguenza tecnica sarebbe fuorviante. «Non bisogna aspettare l’inizio della sperimentazione per capire cosa succederà – sostengono –: via Fogazzaro oggi è chiusa, quindi con zero auto in transito. Tra pochi giorni sarà attraversata da migliaia di veicoli diretti verso il centro e poi verso la Strada Provinciale 46». Il timore espresso è che la strada diventi un corridoio di attraversamento per automobilisti provenienti da quartieri come Santa Croce, SS. Trinità e dalla zona industriale, senza alcun beneficio per chi vive nell’area del centro storico o nelle vie attorno al Duomo.

Nel mirino dei cittadini finisce anche l’invito dell’amministrazione ad attendere i risultati del monitoraggio sui flussi di traffico e sui tempi di percorrenza prima di esprimere giudizi. «Di quali veicoli stiamo parlando? – si chiedono –. Di quelli dei residenti o di chi utilizzerà la via come scorciatoia per entrare in città?». Nel dibattito viene citata anche la posizione del presidente dei commercianti di Schio, che sui social ha dichiarato che non sarebbe stata inviata alcuna proposta ufficiale all’amministrazione, ma solo segnalate, a livello consultivo, le difficoltà di accesso alla città, in particolare nell’area del “Cono di Luce” e alla rotatoria di via Baccarini.

Secondo i firmatari del comunicato, proprio da queste considerazioni deriverebbe la spinta verso l’apertura di via Fogazzaro. Tuttavia, osservano, le criticità alla rotatoria si concentrerebbero in un arco temporale limitato – circa un’ora al giorno, soprattutto nel rientro dal lavoro – mentre le conseguenze sulla nuova viabilità si ripercuoterebbero «24 ore su 24» sulla qualità della vita del quartiere. «Si vuole barattare qualche minuto di rallentamento al Cono di Luce con la vivibilità di un intero quartiere», affermano i residenti, che parlano apertamente di preoccupazione per l’aumento del traffico, del rumore e dell’inquinamento in un’area finora priva di transito veicolare.

Intanto i lavori per la sperimentazione proseguono: l’apertura, inizialmente prevista nei giorni scorsi, è stata prorogata al 16 marzo e la prova dovrebbe durare un paio di mesi. I cittadini chiedono anche chiarezza sui costi, che stimano in diverse decine di migliaia di euro, domandando all’amministrazione di motivare la spesa.

Il confronto resta acceso. Da una parte l’obiettivo dichiarato di migliorare l’accessibilità alla città e fluidificare il traffico; dall’altra la richiesta, forte, di tutelare la vivibilità del centro e dei quartieri residenziali. La sperimentazione, ormai alle porte, dirà quale sarà l’impatto reale.

di Redazione AltovicentinOnline

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia