Il quadro dei prezzi energetici registra un ulteriore peggioramento, confermando una dinamica inflattiva in accelerazione già evidenziata nei precedenti monitoraggi dell’associazione Codici. Le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati risultano in aumento e gli operatori della rete carburanti stanno adeguando i listini: Eni ha incrementato di 1 centesimo la benzina e di 4 centesimi il diesel, mentre Q8 ha applicato aumenti di 2 centesimi su entrambi i prodotti. Contestualmente, il Brent si mantiene sopra i 103 dollari al barile, segnalando una pressione strutturale sui costi energetici.
Secondo i dati aggiornati al 16 marzo, il prezzo medio nazionale della benzina self ha raggiunto 1,846 euro/litro, mentre il diesel self ha toccato 2,076 euro/litro, consolidando il superamento della soglia critica dei 2 euro per il gasolio, già evidenziata nei giorni precedenti.
L’analisi comparata dei tre monitoraggi (6, 9 e 17 marzo) evidenzia una progressione lineare e crescente della pressione inflattiva che passa dall’1,2% ad una stima aggiornata 1,5%-1,8% già nel mese di marzo.
L’ulteriore incremento dei carburanti, in particolare del diesel (driver principale dei costi logistici), determina un rafforzamento della cosiddetta inflazione importata energetica. La progressione osservata (+0,3/+0,6 punti percentuali in meno di due settimane) evidenzia una dinamica accelerata, non più meramente incrementale ma cumulativa.
Anche sotto il profilo microeconomico, la traiettoria è chiaramente crescente sulla base delle nuove dinamiche: passiamo da una previsione di stima di aumento di spesa per le famiglie tra 500-750 euro annui ad una nuova stima aggiornata: 600-900 euro annui per nucleo familiare medio.
I dati aggiornati confermano che l’impatto dei rincari energetici non è più episodico ma strutturale. La progressione registrata nel mese di marzo evidenzia una tendenza inflattiva in accelerazione, con effetti diretti e immediati sulla spesa delle famiglie.
Salvini: “Domani confronto”
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini annuncia un incontro urgente con le principali compagnie petrolifere per fermare il caro carburanti e gli extra profitti dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, mentre sul fronte internazionale ribadisce la linea prudente del governo italiano: “Non è la nostra guerra”.
“Ho convocato domani, insieme al ministro dell’Economia, a Milano le principali compagnie petrolifere, perché non è tollerabile una speculazione come quella vista nelle ultime settimane”, ha dichiarato Salvini ai microfoni di RTL 102.5. Il vicepremier punta a ottenere impegni concreti da parte delle aziende del settore energia, accusate di aver beneficiato di profitti extra, analogamente a quanto accaduto alle banche negli ultimi anni. “Domani – ha aggiunto il vicepremier – conto di uscire da quella riunione con degli impegni da parte delle compagnie petrolifere che stanno facendo extra profitti, così come hanno fatto le banche negli ultimi anni”.
Nel suo intervento, Salvini ha anche criticato la mancanza di una strategia comune europea sul tema energia: “I Paesi Ue si muovono in ordine sparso: c’è chi impone tetti ai prezzi, chi interviene sulle accise e chi continua a comprare petrolio dalla Russia, cosa che secondo me in questo momento dovrebbe essere riesaminata a livello di Bruxelles, come hanno fatto anche gli Stati Uniti, perché altrimenti questa ennesima guerra la pagano solo famiglie e imprese”.
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