Ottocento euro al mese per seguire bambini e ragazzi con disabilità. Un lavoro prezioso, anche emotivo, che una ventina di operatrici dell’Alto Vicentino svolgono in silenzio. Con dedizione quando hanno a che fare con i ‘loro’ alunni, con amarezza quando vedono calare la loro paga se qualcuno dei bambini è assente. Si sono sfogate, dandosi appuntamento al circolo operaio di Magrè a Schio. A raccogliere il loro vissuto il consigliere regionale di Avs, Carlo Cunegato: “hanno un contratto che sembra ottocentesco e con difficoltà anche solo ad ottenere permessi. Si sentiva la loro rabbia, la loro frustrazione, il loro desiderio di riscatto”.
Quando manca l’operatore, manca la scuola
Accanto alle operatrici, i genitori. E qui la vicenda cambia tono, si fa ancora più delicata. Perché non si parla più solo di condizioni di lavoro, ma di diritti negati. A Valdagno, raccontano, quattro bambini delle elementari sarebbero stati mandati a casa perché mancava l’operatore. Niente supporto, niente integrazione. Niente scuola.
“Il diritto all’istruzione negato, proprio alle persone più fragili” continua Cunegato, aggiungendo: “I genitori hanno capito che stiamo andando verso un punto di non ritorno e sono dalla parte dei diritti del lavoro delle operatrici. Stiamo perdendo professioniste con una competenza maturata negli anni: molte si stanno licenziando, si fatica ad assumerne di nuove con questi contratti e temiamo che in futuro saranno sempre meno, con sempre più ragazzi scoperti”.
La risposta politica e la mobilitazione
“Abbiamo già depositato un’interrogazione in Regione e stiamo preparando emendamenti sul tema nella manovra di bilancio. Assieme al sindacato lanceremo una manifestazione. La Regione non può accettare queste condizioni di lavoro da sfruttamento, né può accettare che bambini e ragazzi con disabilità rischino di trovarsi senza copertura con il diritto all’istruzione negato” conclude il consigliere di Avs, promettendo: “Li incalzeremo perché aumentino le risorse e prevedano nuove gare di appalto che garantiscano la copertura totale del servizio e, per le lavoratrici, un contratto su tutto l’anno e non a ore, come se fossimo in una condizione di protocapitalismo”.
di Redazione AltovicentinOnline
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