«Per tutta la giornata di ieri sono incessantemente durati i lavori per rispettare la fatidica data di apertura di via Fogazzaro con auto che giravano tra le imprese che asfaltavano ed altre addette alla segnaletica, andando anche in contromano e creando il caos fino a sera inoltrata». A Schio non si placano le polemiche dei residenti del quartiere Fogazzaro, oggetto in questi mesi di una revisione della mobilità operata dal Comune che ha “aperto” una strada chiusa da vent’anni, riportando grandi flussi di traffico fra le case e in direzione del centro cittadino. Mercoledì era l’attesa giornata della riapertura «sperimentale», come fatto sapere da palazzo Garbin, ma già da subito qualcosa è andato storto: l’attivazione del nuovo ingresso con la rimozione delle transenne è avvenuta solo a sera inoltrata mentre sin dal mattino sul lato opposto è stato applicato un cartello di divieto d’accesso, costringendo tutti i residenti che rientravano a casa a viaggiare in contromano.

La vicenda tiene banco da mesi. A fine gennaio scorso, infatti, 450 residenti della zona – adiacente all’industria De Pretto – hanno preso carta e penna e firmato una petizione, inviata al sindaco Cristiana Marigo. Il tutto prende le mosse dal problema sollevato dai residenti di via Verdi, che si lamentavano del traffico della via effettuato dai veicoli non autorizzati, violando il codice della strada, che a causa di nessun controllo dei vigili, potevano arrivare direttamente dietro al Duomo e poi verso il centro. Così il Comune decideva per l’inversione del senso di marcia di via Verdi e l’assessore alla Viabilità Alessandro Maculan il 22 gennaio scorso ha inviato ai residenti autorizzati al transito di via Verdi, una comunicazione relativa all’inversione di via Verdi e alla riapertura, contestuale e come «sperimentazione viabilistica», di via Fogazzaro. Per buona parte dei residenti del quartiere però sarebbe un «tacòn» peggiore del «buso». E si lamenta un mancato coinvolgimento e partecipazione nella scelta. Scrivono infatti i firmatari della petizione: «La popolazione non è mai stata coinvolta in un tale stravolgimento della viabilità cittadina. In ogni caso le soluzioni proposte e per le quali era necessario un approfondimento, come dichiarato nei comunicati dell’assessore Maculan, dovevano essere finalizzate al raggiungimento in tempi brevi ai residenti della zona dietro il Duomo, senza dover creare nuovi e pesanti flussi di traffico in altre zone residenziali. Tra l’altro disattendendo l’iniziale ipotesi della sola inversione di via Fogazzaro, che poteva essere finalizzata al raggiungimento delle abitazioni dei residenti dietro al duomo, si è aggiunta anche l’inversione del senso di marca di Largo De Pretto che di fatto convoglia il traffico dai quartieri di S.Croce e SS.Trinità, verso tutto il centro città. Una modifica che va a incidere pesantemente in una parte della città «con vivibilità e ambiente sicuri e salubri, dove con poco traffico i veicoli non corrono e vengono utilizzate le biciclette, sono agevolati i percorsi a piedi, i bambini giocano e gli anziani passeggiano tranquillamente.” O meglio, non correvano. Da ieri infatti il nuovo ingresso al centro è realtà e si attende di vedere come i flussi di traffico incideranno su quest’area, di fatto creando un bypass solo per evitare il Cono di Luce, consentendo un traffico di attraversamento che va a penalizzare anche le attività scolastiche e commerciali. Invece di puntare ad agevolare l’uso dei parcheggi anche con tariffe gratuite, si è investito sul maggior traffico e meno sicurezza.

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