Una serata di lavoro che si trasforma in qualcosa di inquietante. E’ accaduto a Thiene ad un ragazzo nella notte tra giovedì 2 e venerdì 3 aprile. Ha appena finito il suo turno in un locale. Sistema le ultime cose, chiude e si incammina verso casa. E’ a piedi. E’ solo. Cammina in corso Garibaldi, quando viene minacciato da due giovani. Uno di loro ha in mano uno storditore elettrico e glielo punta contro. Il ragazzo scappa. Troverà rifugio nel locale che ha appena chiuso. Un fatto grave sul quale i carabinieri stanno indagando.

Quello che è accaduto è un fatto grave. Che a distanza di una sola settimana dalle tre rapine commesse dalla baby-gang, due minorenni e un maggiorenne, torna a rompere il silenzio della notte in città. I militari dell’Arma, dopo aver raccolto la denuncia del ragazzo, stanno visionando i filmati delle telecamere pubbliche. “Che non sono poche” sottolinea il sindaco Giampi Michelusi, aggiungendo: “mi risulta che si tratti di una minaccia, certamente grave, di natura verbale. Sono convinto che i carabinieri sapranno fare piena luce sull’accaduto e individuare i responsabili anche grazie al sistema di videosorveglianza presente nella zona, che come amministrazione abbiamo negli anni progressivamente ampliato e continueremo a potenziare”.

I fatti. “Cosa stai facendo?” E spunta lo storditore elettrico
Quello vissuto dal ragazzo la notte tra giovedì e venerdì scorsi è angosciante. E’ sicuramente stanco dopo una serata di lavoro. Nella sua testa il desiderio di arrivare presto a casa. Nel suo cammino una minaccia che non avrebbe mai pensato di ricevere. Sono quasi le due di notte, ha appena finito di lavorare e vuole solo andare a casa a riposarsi. Si incammina in corso Garibaldi e vede steso a terra un giovane. Poi il suo sguardo viene attirato da un altro giovane: sta urinando contro le mura dell’antica chiesetta della Natività, a pochi passi dal municipio.
Gli chiede: “cosa stai facendo?”. Una domanda, istintiva. Dettata probabilmente dall’incredulità di vedere lo spregio verso un luogo sacro.
E’ a quel punto che tutto cambia. L’altro giovane, quello a terra, si alza di scatto. Va verso di lui. Quasi lo fronteggia e gli dice: “lascia stare il mio amico”. Parole secche, mentre si avvicina. Una mano dietro la schiena, poi il movimento rapido. Porta avanti il braccio: in mano ha quello che sembra essere uno storditore elettrico. Glielo punta contro contro.
Sono loro tre e nessuno altro, in mezzo alla notte. La paura è istintiva e il ragazzo scappa. Corre veloce e torna verso il locale che ha appena chiuso. Lo riapre, entra e si chiude dentro. Al sicuro.

La denuncia
La notte finisce lì, ma il giorno dopo va dai carabinieri. Racconta tutto e fa denuncia per permettere agli investigatori di acquisire le immagini delle telecamere. Per dare un volto a quei due giovani.

Forse minorenni i due. Il sindaco: “fare rete per fermare questi episodi”
Secondo le prime indiscrezioni, i due sarebbero minorenni. Un elemento che, se confermato, renderebbe il fatto ancora più inquietante e che, ancora una volta, chiama in causa il mondo adulto e le famiglie: cosa sta succedendo ai giovani?. Nessuna conferma sull’età dei due da parte del sindaco di Thiene, preoccupato per quanto accaduto: “ritengo inoltre fondamentale fare rete con gli altri sindaci vicini al nostro territorio che si trovano ad affrontare episodi simili, perché è proprio a livello istituzionale che dobbiamo rafforzare la collaborazione e le risposte-aggiunge il primo cittadino Michelusi- È evidente che non esiste una soluzione semplice o immediata per prevenire del tutto questi fatti, ma è nostro dovere continuare a lavorare insieme per contrastarli con determinazione”.

P.V.

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