Nutrie come portata del menù di Pasquetta. Continua a far scalpore la proposta culinaria adottata dal comune di Gerre de’ Caprioli, in provincia di Cremona, per la festività appena trascorsa. Un’iniziativa che è nata da una proposta del sindaco Michel Marchi, che sulla sua pagina Facebook mostrava come cucinarle.
Il primo cittadino è anche intervenuto a Mattino Cinque, nella giornata di ieri, parlando delle qualità del roditore e delle svariate ricette possibili: “È una delle carni più magre esistenti in natura, è una carne molto buona, molto delicata, morbida”. Marchi ha spiegato che “abbiamo smesso di mangiarla perché – dopo la chiusura degli allevamenti di castorino che hanno importato questo animale alla fine del ventennio – non c’è stato un percorso sanitario e una normativa sanitaria che ha consentito di continuare questo tipo di somministrazione”. Il sindaco ha, inoltre, aggiunto: “Facciamo una caccia normalissima, per noi è solo selvaggina, non ci sono allevamenti. Poi l’abbattiamo in abbattitore o almeno 20 giorni in freezer e infine la mangiamo“.
“Sapete cosa sono le nutrie? Sono praticamente dei topi, quindi buona parte dei problemi sanitari dei topi, se non tutti, ce li hanno anche le nutrie“, ribatte sui suoi profili social l’infettivologo Matteo Bassetti. “La leptospirosi, la salmonellosi, altre malattie che vengono trasmesse sia con le feci o con le urine dai topi vengono trasmesse anche dalle nutrie. Cucinare questi alimenti è pericoloso per la vostra salute“, aggiunge. “Mi domando come è possibile che ci sia qualcuno che veramente pensa che cucinare una nutria a Pasquetta sia una cosa intelligente, mi domando in che Paese viviamo”, ha detto ancora Bassetti.
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