Si chiama ‘Piccola Liegi delle Bregonze – Casa Enrico’ ed è molto più di una gara ciclistica. È territorio, è sacrificio, è comunità. Un tracciato che tocca molti Comuni dell’Alto Vicentino e che torna domenica 12 aprile nella sua quarta edizione.Partenza da Thiene e arrivo a Zugliano. In mezzo, 127 chilometri ondulati, nervosi, veri.
La presentazione ufficiale della manifestazione si è svolta a Venezia, a Palazzo Ferro Fini, casa del consiglio regionale del Veneto. Il vicepresidente Francesco Rucco Francesco Rucco ha messo subito a fuoco il senso profondo della manifestazione: “lo sport, la valorizzazione delle comunità locali, una forte attenzione per il sociale. È una competizione che si è ormai affermata, a livello giovanile, non solo in Italia ma anche all’estero, e che offre ai ragazzi un’occasione di crescita. Inoltre, la gara contribuisce a far conoscere e promuovere il territorio dell’Alto Vicentino. Aspetto ancora più significativo è la dimensione sociale dell’evento. Senza dimenticare che lo sport è inclusione, attenzione per le persone e occasione di incontro, una scuola di vita”.

E poi c’è la strada, quella vera. A raccontarla è Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza: “la bellezza dei territori attraversati dalla competizione, attraverso le Colline delle Bregonze. E il percorso è di elevato valore tecnico, con salite davvero impegnative” ha spiegato, mettendo in risalto: “l’aspetto sociale insito nella manifestazione: ci sono tantissimi giovani atleti coinvolti, che si allenano duramente, con grandi sacrifici, anche delle loro famiglie, contribuendo a rendere migliore la nostra società. Questo, al di là dell’aspetto prettamente agonistico che vedrà, come è giusto che sia, un vincitore salire sul gradino più alto del podio”.

Pier Davide De Marchi, Presidente del Sandrigo Bike Sport Team, ha svelato che la corsa è “nata in una serata di novembre, dall’incontro di quattro amici, tutti appassionati di ciclismo e vogliosi di dare vita a una nuova gara che potesse emulare i fasti della classica delle Ardenne, la Liegi- Bastogne- Liegi”. De Marchi ha osservato come “i vincitori delle passate edizioni hanno poi avuto un futuro tra i professionisti. Del resto, il tracciato è particolarmente impegnativo, con dieci muri da scavallare, 1400 metri di dislivello, 12 chilometri di salita da affrontare complessivamente. E l’arrivo sarà in salita, su sterrato, tra i vigneti, da percorrere tre volte-ha concluso-Abbiamo l’ambizione di portare la competizione a livello internazionale”.
Gli amministratori locali, da Marica Rigon a Marina Maino, fino a Alberto Busin, Francesca Grotto e Sandro Maculan, concordano nel sottolineare il valore della manifestazione: un evento che unisce sport, promozione del territorio e inclusione, capace di coinvolgere le comunità, valorizzare i giovani e rafforzare la collaborazione tra istituzioni e volontari.
E poi c’è il cuore più profondo dell’iniziativa, quello che dà senso a tutto. Osvaldo Tonello ricorda la nascita della Fondazione ‘Enrico Tonello Onlus’, attiva nel supporto a persone disabili tramite il Centro diurno ‘Casa Enrico’, ha ricordato la nascita della fondazione in seguito alla morte del figlio Enrico. È qui che la corsa cambia pelle: da evento sportivo a progetto umano.
A chiudere il cerchio, Mario Guerretta, presidente del comitato regionale Veneto della Federazione Ciclistica Italiana, che ha affermato che la “competizione presenta importanti risvolti tecnici e agonistici, ma persegue anche obiettivi di carattere umanitario. Oltre a valorizzare le bellezze del territorio vicentino” e Roberto Ciambetti, vicepresidente vicario della Lega Ciclismo Professionistico, ha ricordato che “i giovani atleti contribuiscono alla crescita dell’intero movimento ciclistico fino al raggiungimento dei massimi livelli”.
di Redazione AltovicentinOnline
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