Oggi, al posto di quella che per anni è stata una delle discoteche più frequentate dell’Alto Vicentino, sorge un cinema multisala. Una struttura nuova, funzionale, perfettamente inserita nel presente. Eppure, per molti, quello spazio di Marano Vicentino continua a essere legato a un nome solo: Ciao Ciao. Non come edificio, ma come luogo dell’anima.
Il sentimento che emerge dai ricordi è quello di una perdita silenziosa, non tanto per la demolizione materiale, quanto per ciò che quel locale rappresentava. Per intere generazioni il Ciao Ciao non era semplicemente un posto dove ballare, ma un rituale settimanale, soprattutto il sabato sera, un appuntamento fisso che scandiva il tempo della giovinezza.
Negli anni Ottanta e Novanta, ma anche prima, quel locale era uno dei pochi spazi in cui i ragazzi potevano sentirsi davvero parte di qualcosa. Si arrivava in motorino o in vespa, spesso la domenica pomeriggio, con l’emozione delle prime uscite “da grandi”. Dentro, tra luci soffuse e musica alta, prendevano forma amicizie destinate a durare, ma anche amori acerbi, intensi, a volte fugaci, che però restavano impressi nella memoria.
Il Ciao Ciao viene ricordato come un luogo in cui la socialità era spontanea, diretta, fisica. Si parlava, si discuteva, ci si confrontava. Era uno spazio dove nascevano legami, ma anche diverbi, gelosie, riconciliazioni. Un microcosmo umano che rifletteva la complessità dell’età giovane, con le sue emozioni forti e i suoi sogni ancora intatti.All’epoca, come spesso accade, le discoteche erano viste con sospetto dagli adulti, considerate luoghi di eccessi e trasgressione. Eppure, col senno di poi, molti riconoscono che proprio lì si imparavano regole non scritte: il rispetto reciproco, la convivenza, il senso del limite. Valori che oggi sembrano più fragili, forse perché i luoghi di aggregazione sono cambiati, frammentati, spesso sostituiti da spazi virtuali.
La trasformazione del Ciao Ciao in multisala viene accettata razionalmente come segno dei tempi, ma emotivamente vissuta come la fine di un’epoca. Non manca una certa amarezza nel constatare che un luogo così carico di memoria sia stato cancellato fisicamente, insieme a oggetti, simboli, tracce materiali di un passato condiviso.
Eppure, il tempo scorre e ridefinisce i significati. C’è chi oggi torna in quello stesso spazio con occhi diversi, accompagnando i propri figli a vedere un film, chiudendo idealmente un cerchio. Dove un tempo si ballava fino a tardi, ora si vive un altro tipo di esperienza, più calma, più familiare, ma non per questo meno autentica.
Il Ciao Ciao, quindi, non esiste più come discoteca, ma continua a vivere nei ricordi di chi l’ha attraversato. Rimane come simbolo di una stagione della vita in cui tutto sembrava possibile e in cui i luoghi avevano un valore che andava ben oltre la loro funzione. Un pezzo di storia locale che, anche se raso al suolo, non potrà mai essere davvero demolito.
F.C. (foto Vezzaro, I luoghi dell’abbandono)
Stampa questa notizia





