Tra muri scrostati e finestre chiuse da anni, a Posina, Valli del Pasubio e Recoaro Terme qualcosa si muove, grazie al progetto ‘Case a 1 euro’. Pubblicato l’elenco dei 13 beneficiari, quasi tutti veneti, che ora dovranno darsi da fare, hanno tre anni per fare i lavori, per non perdere l’opportunità creata dall’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti.

“E’ stato un procedimento lungo e a tratti tortuoso ma alla fine si è giunti all’assegnazione di 13 su 26 case messe a disposizione con il progetto ‘Case a 1 euro'”, spiega Mosè Squarzon, presidente dell’Unione Montana. Per mesi gli uffici sono stati sommersi da telefonate, email, richieste provenienti da tutta Italia e anche dall’estero: tedeschi, inglesi, danesi, brasiliani. La curiosità era alta, quasi romantica. L’idea di comprare una casa in montagna al prezzo simbolico di un caffè sembrava accendere l’immaginazione di molti. Poi però, al momento delle firme, dei progetti e delle responsabilità concrete, i numeri si sono ridimensionati.

Delle 26 abitazioni messe a disposizione, solo 13 hanno trovato un assegnatario. Le altre restano lì, silenziose, con le porte chiuse e i tetti da rifare. Alcuni candidati hanno rinunciato, altri immobili non hanno ricevuto offerte considerate idonee. E così il grande sogno della rigenerazione montana si misura oggi con la realtà: recuperare un rudere non è un gioco semplice, ma una vera sfida economica e burocratica.  C’è chi arriva da Milano per scommettere su una casa a Valli del Pasubio. C’è chi da Venezia o Treviso sceglie una contrada di Recoaro Terme invece della città. Ci sono giovani famiglie, pensionati, piccoli investitori, persone che cercano un luogo dove ricominciare o semplicemente rallentare.

“I numeri di questa operazione possono sembrare piccoli rispetto agli sforzi messi in campo-continua  Squarzon-ma crediamo che sia stato importante fare questo passo e aprire una strada che potrebbe essere imitata da altri e portare altri frutti più avanti. Intanto stiamo a vedere se e quante ristrutturazioni saranno completate e quale impatto potranno avere nei rispettivi contesti, rispetto alle motivazioni che ci hanno spinto a promuovere questo progetto, ovvero la rigenerazione dei territori”.
Ora la palla passa  ai  13 ‘vincitori’, perché comprare una casa a un euro è solo l’inizio. Entro due mesi dovranno essere firmati gli atti di compravendita. Poi scatteranno le scadenze: sei mesi per presentare il progetto, un anno per avviare i lavori, tre anni per completarli. Tempi stretti, costi elevati, vincoli precisi.

La vera domanda, adesso, non è chi abbia vinto la graduatoria. La vera domanda è quante di quelle case torneranno davvero ad avere una luce accesa dietro le finestre.

di Redazione AltovicentinOnline

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