Perché dopo la revoca del patrocinio allo spettacolo di Andrea Scanzi tutti se la prendono con il sindaco Giampi Michelusi e non con chi ha votato i rappresentanti di quel centrosinistra che lo ha sostenuto? Michelusi è un civico, ha sempre detto di non essere né di destra né di sinistra, ma è stato eletto anche con i voti di chi lo sosteneva e non è certamente schierato con la Meloni. Dove sono finiti? Nessuna posizione è stata presa, eppure Scanzi rappresenta il loro elettorato: sono proprio loro che andranno a vederlo, non certo Giulia Scanavin che rappresenta il partito di Giorgia Meloni e che, coerentemente con la sua ideologia, ha chiesto che venisse tolto il patrocinio di un’intera città, dove vivono persone che la pensano diversamente.

Ad attaccare Michelusi è stato oggi il deputato vicentino Silvio Giovine: “Il sindaco Michelusi è arrivato a concedere il patrocinio comunale, garantendo dunque un riconoscimento simbolico, valoriale e morale a nome di tutta la comunità thienese, a uno ‘spettacolo’ di insulti a un Governo democraticamente eletto. Grazie ai nostri consiglieri Giulia Scanavin e a tutta Fratelli d’Italia Thiene per aver vigilato, smascherato e costretto a fare marcia indietro un’amministrazione sempre più ideologizzata e distante dai bisogni reali dei cittadini”.

In realtà, Michelusi lo ha dichiarato pubblicamente che quel patrocinio non significava abbracciare i contenuti dello show di Scanzi, giornalista del Fatto Quotidiano, e che la scelta iniziale è frutto di un errore di comunicazione:

“nella richiesta di patrocinio presentata per una rassegna di spettacoli, il titolo in questione era diverso, precisamente non compariva il sottotitolo e non era possibile presupporne il contenuto. È stato inoltre verificato che, contrariamente alle disposizioni impartite dagli uffici, non è stata a questi ultimi presentata la bozza di locandina per ottenere il nulla osta. Ho già provveduto personalmente a comunicare all’organizzatore dello spettacolo la revoca del patrocinio, disponendo il ritiro del materiale pubblicitario già diffuso recante il logo del Comune”.

Michelusi quindi non ha fatto quello che sostiene Giovine. Ma sarebbe interessante sapere come la pensa quel Pd, che ha sostenuto Michelusi e che è la lista più votata delle scorse amministrative. Sarebbe interessante sapere come la pensa anche quella fetta “grillina”, che tace e non dice mezza parola sulla scelta di Michelusi di ritirare il patrocinio e prendere le distanze dai contenuti di Scanzi, che sono gli stessi che fanno parte delle ideologie di chi siede sulle sedie di una maggioranza che non pronuncia un respiro, come fosse inesistente.

L’unico a dire qualcosa è Alaeddine Kaabouri, che probabilmente è l’unico ad avere il coraggio di dire quello che molti altri della maggioranza, che volentieri avrebbero dato il patrocinio allo spettacolo di Scanzi, pensano:

“Ancora una volta questa amministrazione dimostra tutta la sua debolezza politica e culturale. Prima concede il patrocinio, poi appena arriva la polemica di Fratelli d’Italia ritira logo e sostegno, come se la libertà artistica fosse un problema e non un valore da difendere. La questione non è condividere o meno le idee di Andrea Scanzi. La questione è capire se un Comune debba avere il coraggio di sostenere la cultura anche quando è critica, satirica, scomoda. Perché la satira politica, piaccia o no, fa parte della democrazia. Fa sorridere che ci si scandalizzi per un sottotitolo ironico mentre ogni giorno il dibattito pubblico è pieno di linguaggi ben più aggressivi. Qui non si sta parlando di odio o discriminazione, ma di uno spettacolo teatrale che gira l’Italia da anni, ospitato da amministrazioni di ogni colore politico. Il punto più grave però è un altro: un sindaco che cambia posizione appena qualcuno alza la voce trasmette l’idea di un’amministrazione senza visione e senza coraggio. E così facendo finisce solo per rafforzare una destra che detta l’agenda culturale attraverso polemiche costruite ad arte. La cultura non dovrebbe avere bisogno del permesso della politica per esistere. E un Comune dovrebbe difendere gli spazi di libertà, non restringerli per paura delle critiche”.

Alla domanda a Kaabouri su dove siano finiti i suoi colleghi di maggioranza, che avrebbero dato il patrocinio a Scanzi ma stanno in silenzio, risponde: “Hanno paura di esprimere la loro opinione”.

Dove sono imbucati? È così forte l’attaccamento alla poltrona da rinnegare il loro pensiero? Sarebbe proprio interessante un loro cenno.

N.B.

 

Thiene. Bufera su Scanzi: il Comune ritira il patrocinio allo show contro ‘il governo di scappati di casa’

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