Dopo oltre quindici ore di camera di consiglio, la Corte d’Assise di Rimini, presieduta dal giudice Fiorella Casadei, pronuncia la sentenza destinata a segnare una delle pagine più discusse della cronaca giudiziaria italiana degli ultimi anni: Louis Dassilva, unico imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli, viene assolto con la formula più ampia, “per non aver commesso il fatto”.

Si chiude così, almeno in primo grado, un processo che ha diviso l’opinione pubblica, alimentando interrogativi, polemiche e un acceso confronto tra accusa e difesa. La vicenda ebbe inizio il 4 ottobre 2023, quando il corpo della 78enne venne trovato dalla nuora Manuela Bianchi nel garage del complesso di via del Ciclamino. Inizialmente gli investigatori ipotizzarono un femminicidio, ma la pista venne presto esclusa. Le indagini coordinate dal pm Daniele Paci si concentrarono quindi sull’ambiente familiare e sui vicini di casa della vittima.  Determinante per l’inchiesta fu anche l’emersione della relazione extraconiugale tra Dassilva e Manuela Bianchi, scoperta attraverso un’intercettazione in Questura. Da quel momento vennero alla luce incontri segreti, messaggi in codice e una complessa rete di rapporti personali che alimentarono il caso mediatico.

L’arresto di Dassilva arrivò il 16 luglio 2024 e venne confermato nei successivi gradi di giudizio cautelari. Ora, però, la sentenza della Corte d’Assise di Rimini rimette tutto in discussione e lascia ancora senza risposta la domanda che da quasi tre anni accompagna questa vicenda: chi ha ucciso Pierina Paganelli?

di Redazione AltovicentinOnline

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