In questi giorni è andata in scena una querelle piuttosto accesa tra l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Elena Donazzan, il consigliere di Avs regionale Carlo Cunegato  e la dem Chiara Luisetto. La scintilla è stato il post di don Fabio Miglioranza, parroco di Sarcedo, che ha scatenato l’ira di Donazzan che ha dichiarato pubblicamente di aver querelato il religioso. Ma l’episodio ha aperto una discussione ben più ampia su quello che va ben oltre la critica e la libertà di pensiero: gli haters, i leoni da tastiera, i violenti del web: quelli che non sanno commentare rimanendo nella dialettica del confronto e trascendono nelle parole pesanti che spesso utilizzano come se i social fossero un terreno libero, una cloaca, uno sfogatoio dove si può dire quello che si vuole. E questo problema gravissimo non ha colore politico: Carlo Cunegato nei giorni scorsi ha letto diversi commenti che riceve sotto i suoi post. Da “zecca rossa” a “deficiente” , a parole pesantissime. Lo stesso ha raccontato in video Elena Donazzan, che si è scoperto essere intollerante e reagire puntualmente all’insulto, all’offesa, al giudizio che trascende nella diffamazione con risarcimenti danni. Per questo è stata attaccata da Cunegato che invece, non ha mai querelato nessuno nonostante gli insulti ricevuti gli avrebbero fatto guadagnare un bel po’ di soldini perchè da fare da spartiacque c’è una legge che parla chiaro.

Un giornalista-scrittore bersagliato ogni santo giorno è Andrea Scanzi de Il Fatto Quotidiano, che ha spiegato in un video perchè la pensa come Elena Donazzan e perchè bisogna essere intransigenti con chi non sa utilizzare il web. “Se non hai i soldi, non insultare”…ecco il video in cui spiega la sua inflessibilità con i leoni da tastiera:

 

 

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia