La politica dovrebbe stare ben distante dalla sanità perchè un sindaco dovrebbe portare sui tavoli tecnici non quello che gli conviene politicamente, ma quello che è il parere dei cittadini che gli pagano pure lo stipendio. Invece, finisce per rappresentare uno schieramento politico e non chi dovrebbe rappresentare. E’ sempre la solita storia.

Ancora una volta Cristina Marigo, sindaco di Schio e presidente del distretto 2 della conferenza dei sindaci dell’Ulss 7, si trova nella bufera per via delle sue posizioni “politiche”, che la portano ad essere poco rappresentativa dell’esecutivo di cui è a capo. Oggi ha fatto perdere le staffe ai suoi colleghi con cui si era messa d’accordo sul voto da dare ai vertici dell’Ulss 7, ma una volta al tavolo per la votazione non ha espresso quanto concordato con i colleghi, dichiarando di essere d’accordo con quello dei primi cittadini del distretto 1 di Bassano del Grappa, capitanati da Nicola Finco. Da qui l’uscita dall’aula dei sindaci ed in particolare il Sindaco di Breganze, Alessandro Crivellaro; Sindaco di Caltrano, Alberto Dal Santo; Sindaco di Calvene, Andrea Pasin; la Sindaca di Carrè, Valentina Maculan; Sindaco di Chiuppano, Andrea Segalla; il Sindaco di Cogollo del Cengio, Massimiliano Maculan; il Sindaco di Lugo di Vicenza, Loris Dalla Costa; il Sindaco di Marano Vicentino, Marco Guzzonato; il Sindaco di Piovene Rocchette, Renato Grotto; il Sindaco di Santorso, Giorgio Baù; il Sindaco di Thiene, Gianantonio Michelusi; il Sindaco di Valli del Pasubio, Gianvalerio Piva; e il Sindaco di Zugliano, Sandro Maculan. Insomma, è sempre la solita storia: per i primi cittadini di centrodestra la sanità dell’Alto Vicentino va quasi a gonfie vele, mentre per quelli di centro-sinistra, i servizi socio-sanitari erogati dall’Azienda Pedemontana no. Si ricorda che i primi cittadini sono chiamati a votare sulla qualità dei servizi socio assistenziali, quelli per i quali, specie nei paesi, i cittadini vanno a bussare alla loro porta se l’anziano non trova posto nelle Rsa, se non ha assistenza domiciliare dopo che si è rotto il femore o se un disabile non ha le cure necessarie.

“Secondo quanto emerso nel corso delle riunioni del Distretto 2, la maggioranza dei sindaci aveva inizialmente optato per un punteggio di 17,5 su 20, ritenuto un compromesso tra chi chiedeva una valutazione più alta e chi esprimeva una lettura critica dell’anno 2025″, spiegano i sindaci arrabbiati con Marigo –  Il voto mirava a segnalare criticità già ampiamente riportate nel tempo e che, nonostante l’impegno dell’Azienda, non avrebbero registrato significativi miglioramenti nell’anno passato”.

Tra le principali criticità evidenziate figurano: la persistenza della sofferenza del servizio di neuropsichiatria infantile con decine e decine di bambini disabili che attendono una diagnosi necessaria per il loro futuro di adulti “speciali”.  Immaginate una madre che sospetta un ritardo mentale del proprio bimbo di due anni, costretta ad aspettare anni per avere uno straccio di “verdetto clinico”. Per non parlare delle  difficoltà nell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. E ancora: le criticità della medicina territoriale, con interi comuni senza medici di base e popolazioni anziane bisognose di assistenza. Tutti ormai hanno fatto l’esperienza dei tempi di attesa per le prenotazioni delle prestazioni sanitarie e quando una visita è urgente, ti tocca andare in privato.

“Purtroppo, secondo i sindaci, durante la Conferenza il punteggio del 17,5 è “trasformato” in 18,5. La presidente Marigo avrebbe indicato nella giornata di martedì , durante l’ultimo incontro di definizione della valutazione del distretto, che la maggioranza era favorevole al 17,5. Poi,  nel corso della Conferenza di oggi, quel voto è stato rivisto in una direzione diversa, suscitando critiche per una “narrazione del tutto diversa” e per una “imbarazzante marcia indietro” che solleva interrogativi su coerenza e trasparenza del processo decisionale. Cosa sia accaduto a Cristina Marigo se lo stanno chiedendo in molti, soprattutto perchè ha finto di essere d’accordo con il voto che era il compromesso tra quelli espressi dai colleghi del suo distretto e poi, al cospetto di Finco “si è calata le braghe” e non ha avuto il coraggio di essere rappresentativa della sua squadra?

I Sindaci coinvolti ritengono che tali elementi dovessero essere rappresentati con maggiore chiarezza nel giudizio finale, affinché la valutazione rifletta in modo più fedele la percezione dei territori e dei cittadini. «Riteniamo grave – dichiarano i Sindaci – che le decisioni prese in riunioni ufficiali del Comitato del Distretto 2 non vengano rispettate dalla Presidente Marigo. La scelta di pervenire a un voto di media del nostro Distretto rappresentava già una mediazione che Marigo avrebbe dovuto riportare in Conferenza, dato che, come Presidente, ha il mandato di rappresentare tutti i Sindaci e le Sindache del nostro territorio. Ma così evidentemente, non è. Esprimiamo grande rammarico per questa situazione. Ciò che più ci preoccupa è che le segnalazioni provenienti dai cittadini e dalle amministrazioni locali siano state sostanzialmente ignorate all’interno di un organismo che dovrebbe essere la sintesi delle esigenze dell’intero Alto Vicentino».

 

N.B.

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