In via Bellini, nel quartiere Cappuccini, i residenti sono ancora sconvolti dopo quanto accaduto a Pato, uno schnauzer di 14 anni travolto da un’autovettura che poi è schizzata via senza che l’automobilista si fermasse a dare soccorso al cagnolino ancora vivo. La vicenda risale a venerdì scorso, poco dopo le 19:30, quando la sua padrona, Alessandra Zaltron, aprendo il cancelletto di casa, non si è accorta che Pato era uscito. Pochissimi secondi e si è accorta dell’assenza in casa. Si è precipitata per strada e lo ha trovato agonizzante sulla carreggiata. Pato era ancora vivo: respirava. Da quel momento è iniziato un giro di telefonate a tutti i veterinari possibili: “Abbiamo iniziato da Pedrani, che pubblicizza la reperibilità H24, ma non ha mai risposto nessuno. Avrò composto almeno cinque numeri di telefono fino a quando il mio Pato non è spirato”.

Nel racconto di Alessandra emergono il dramma di vedersi morire tra le braccia il suo più fedele amico e la rabbia per quanto accaduto: dall’incivile, che non può non essersi accorto di aver falciato Pato e che aveva il dovere di fermarsi, alla ricerca disperata di un veterinario. Non era mezzanotte, era venerdì sera: com’è possibile che non esista una reperibilità?

“Lo denuncio da tempo — spiega Federica De Pretto, presidente Enpa di Thiene e Schio —  ed è gravissimo che un privato cittadino non possa, in un’emergenza come questa, avere un pronto soccorso in loco. Spesso chiamano noi, che li dirottiamo direttamente alla clinica Santa Maria che si trova a Padova, ma non si è voluto risolvere questo problema. Possibile che i veterinari dell’Alto Vicentino non riescano a mettersi d’accordo per non lasciare scoperto un servizio prezioso per i cittadini che hanno bisogno? L’ULSS interviene nel caso di randagi e gatti incidentati, ma per i cani dei privati c’è un vuoto inconcepibile”.

Alessandra Zaltron è molto provata dall’accaduto. In famiglia non si danno pace sul fatto che in una via molto interna al quartiere ci sia stato qualcuno, forse un residente della stessa zona, che non si sia fermato a prestare soccorso.

Il dovere legale di fermarsi e soccorrere un animale
È importante ricordare che l’omissione di soccorso di animali è un illecito sanzionato dalla legge italiana.

Il Codice della Strada (Art. 189, comma 9-bis) stabilisce l’obbligo per il conducente di un veicolo, in caso di incidente ricollegabile al suo comportamento da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso.

Chi non si ferma rischia una pesante sanzione amministrativa pecuniaria. Chiunque si accorga di un animale ferito ha il dovere civico e legale di attivarsi.

di redazione AltovicentinOnline

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