L’Italia punta a riarmarsi. E lo farà sfruttando le risorse del fondo europeo Safe. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Abbiamo prenotato 14,9 miliardi delle risorse Safe– sono state le sue parole- ora abbiamo tempo per decidere quanto utilizzarli, entro la fine di quest’anno. Riteniamo che ne utilizzeremo dai 6 ai 9 miliardi. Quindi 14,9 sono prenotati, quanti ne utilizzeremo lo diremo a fine anno. Come abbiamo anticipato, però, saranno di meno”.
CONTE: ZERO EURO SU RINCARI CARBURANTI, MA SU SPESE RIARMO VANNO AVANTI
Dura la replica di Giuseppe Conte: “Zero euro sui rincari della benzina e qualche briciola che non riporta il diesel nemmeno sotto i 2 euro. Sul Riarmo però la strada è tracciata e si va avanti. Il Ministro Crosetto annuncia che a settembre ci sarà la scelta politica su uno scostamento di bilancio dello 0,9% del Pil (oltre 21 miliardi) per spese militari aggiuntive. Tajani ha annunciato che utilizzeremo i prestiti europei Safe per le spese militari da 14,9 miliardi (subito dopo ha fatto una piroetta per dire che li abbiamo solo ‘prenotati’ e che… si vedrà)”.
La Commissione europea sollecita l’Italia a definire rapidamente la propria posizione sui fondi del programma Safe, sottolineando l’urgenza di completare l’iter per l’attivazione delle risorse. “Non c’è tempo da perdere”, ha dichiarato il portavoce dell’esecutivo Ue, Thomas Regnier, durante l’incontro quotidiano con la stampa, ricordando che Roma ha richiesto e ottenuto l’approvazione per l’intero importo di 14,9 miliardi di euro. L’obiettivo resta quello di procedere “il più rapidamente possibile alla firma dell’accordo di prestito”, necessario per sbloccare i finanziamenti e avviare i progetti. “Nella situazione ideale vogliamo che l’Italia mantenga i 14,9 miliardi annunciati oggi”, ha continuato Regnier, evidenziando il ruolo strategico dell’industria italiana per la sicurezza europea. Il portavoce ha inoltre avvertito che un’eventuale revisione della richiesta italiana aprirebbe uno scenario più complesso, perché le risorse non utilizzate dovrebbero essere riassegnate attraverso una nuova procedura ad altri Stati membri interessati ad accedere ai prestiti del programma Safe. “Per questo serve chiarezza al più presto”, ha concluso.
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