Sul Monte Bianco lo aspetta una delle sfide più dure della sua vita. Ma Federico Rossi, 32 anni, di Schio, alle grandi imprese non è certo nuovo. Venerdì 28 agosto, al mattino, da Chamonix scatterà la sua nuova avventura: una lunga staffetta attorno al Monte Bianco, tra Francia, Italia e Svizzera, nel cuore dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc, la gara di trail running più famosa e prestigiosa del mondo. A spingerlo saranno ancora una volta le sue braccia, quelle con cui negli anni ha conquistato salite che sembravano impossibili. Ma questa volta non sarà solo, ci sarà anche un team che tra funi e maniglie lo spingeranno quando il sentiero si farà più tecnico.
Federico è uno dei quattro atleti protagonisti del progetto MDS HANDI, pronto a misurarsi con l’Ultra-Trail du Mont-Blanc: circa 174 chilometri e 9.900 metri di dislivello positivo, attraverso Francia, Italia e Svizzera. Una prova durissima, che dovrà affrontare su una speciale carrozzina da fuoristrada, insieme a un team di spingitori.
Dallo Stelvio al Monte Bianco, nuova impresa
Per lui, però, il Monte Bianco non è soltanto una nuova sfida sportiva. È l’ennesima occasione per andare oltre quello che sembra possibile. Federico, da quando vive su una carrozzina, ma non ha mai smesso di sorridere alla vita e di cercare nuove montagne da conquistare. Nell’Alto Vicentino è ormai conosciuto proprio per questo: per quella voglia di mettersi continuamente alla prova e per imprese che, a guardarle da fuori, sembrano quasi impossibili. Nel 2022 è arrivata quella che è diventata una delle sue imprese più note: la salita dello Stelvio, completata in 7 ore e 57 minuti, spingendo la carrozzina con la sola forza delle braccia. Un’impresa che richiede una determinazione fuori dal comune e che Federico ha affrontato metro dopo metro, fino al Passo.
“Il mio ritorno alla montagna”
Ora, però, la strada lascia spazio ai sentieri. E Federico racconta così questo ritorno alla montagna: “Eccomi tra i sentieri di montagna, dopo ben 17 anni. È semplicemente stato un mese pazzesco”, scrive Federico sui social. Un ritorno che per lui ha un significato particolare, dopo anni trascorsi a vivere la montagna soprattutto attraverso le salite in solitaria sull’asfalto. “Il mio ritorno alla montagna, non più solo per osservarla e viverla attraverso le mie salite in solitaria tra le strade asfaltate”, racconta. A renderlo possibile è stata anche la conoscenza con Cyril Cointre, che gli ha permesso di provare la speciale carrozzina adattata al fuoristrada messa a disposizione dalla Marathon des Sables. Un mezzo pensato per essere utilizzato dall’intero gruppo, con funi, maniglie, un imbrago frontale per il tiro e un manubrio posteriore che permette a più persone di spingere nei passaggi più difficili.

Una carrozzina, una squadra
“È una carrozzina speciale, predisposta per essere spinta non solo dal passeggero, ma anche dal team che si crea prima e durante il percorso”, spiega Federico. La vera sorpresa, però, è stata proprio la squadra. Perché se la carrozzina è uno strumento fondamentale, il suo potenziale aumenta quando intorno si crea un gruppo disposto a collaborare. “È incredibile il potenziale che può avere questo strumento, ma ancor più lo è lo spirito di collaborazione che si crea nel team con il solo e unico scopo di non arrendersi mai”, racconta Federico. E aggiunge una frase che sembra già racchiudere lo spirito con cui si presenterà alla partenza dell’UTMB: “Davvero uniti si può essere quasi invincibili”. Le prime prove sono arrivate con le MDS Crazy Loops di Courchevel e Val d’Isère, dove Federico ha potuto prendere confidenza con il mezzo affrontando percorsi di circa cinque chilometri, caratterizzati da numerosi passaggi tecnici. “Mi diventa difficile descrivere la complessità tecnica di molti passaggi del tracciato”, ammette. Ma il bilancio è stato positivo: “Insieme abbiamo davvero superato ogni ostacolo, circondati dalle immense Alpi Francesi”.
Adesso, però, arriva la prova più importante. “Ora testa bassa e pronti per un grande e ambizioso obiettivo… la UTMB”, scrive Federico. La partenza da Chamonix è prevista venerdì mattina 28 agosto. Sarà una vera e propria staffetta: quattro team, quattro carrozzine e quattro persone con diversa abilità, impegnati ad affrontare oltre 170 chilometri attorno al Monte Bianco, toccando il versante francese, quello italiano e quello svizzero, con l’obiettivo di tornare tutti insieme a Chamonix domenica mattina. Federico sa bene che sarà una prova durissima. Ma sa anche che questa volta non dovrà affrontarla da solo. “Solo tanta emozione e voglia di iniziare questo lungo viaggio”, racconta alla vigilia. Poi indica quella che sarà la parola d’ordine di ogni momento della sua avventura: “Non arrendersi di fronte a qualunque difficoltà”. Dallo Stelvio al Monte Bianco, ancora una volta Federico Rossi è pronto a spingersi oltre il limite. E questa volta, insieme a lui, ci sarà una squadra intera.
Il tifo di Luca Zaia
“Un grande in bocca al lupo a Federico Rossi, atleta paralimpico di Schio, primo atleta al mondo a raggiungere il Passo dello Stelvio in carrozzina spingendosi con la sola forza delle braccia, che ora è pronto ad affrontare una nuova, straordinaria sfida: l’Ultra-Trail du Mont-Blanc (UTMB), un percorso di circa 174 km con circa 9.900 metri di dislivello positivo, una prova davvero durissima”, queste le parole di incoraggiamento del presidente del consiglio regionale Veneto, Luca Zaia. ” Federico affronterà questa avventura insieme ad altri tre atleti, utilizzando speciali carrozzine da fuoristrada e accompagnato da un team di spingitori. Forza Federico. Sei un esempio di come lo sport possa superare ogni barriera. Tutto il Veneto tifa per te”.
di Redazione AltovicentinOnline
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