Quando Paulina Luisi entrò nella Facoltà di Medicina di Montevideo, all’inizio del Novecento, non stava semplicemente scegliendo una professione. Stava entrando in uno spazio che, per molti, apparteneva ancora esclusivamente agli uomini. Figlia di una famiglia di educatori, già insegnante e animata da idee progressiste, Luisi aveva deciso di studiare medicina nonostante i pregiudizi dell’epoca. Nel 1908 sarebbe diventata la prima donna medico dell’Uruguay. Ma prima di arrivare alla laurea dovette affrontare anche l’ostilità di alcuni compagni.

Tra gli episodi più raccontati della sua esperienza universitaria ce n’è uno che, per quanto possa sembrare incredibile, è diventato quasi una leggenda della sua biografia.

Un giorno, durante gli studi, alcuni colleghi maschi avrebbero messo nel taschino del suo camice il pene reciso di un cadavere. L’obiettivo, secondo il racconto riportato dalla storica Christine Ehrick, era quello di umiliarla e ricordarle brutalmente che si trovava in un ambiente considerato maschile.

La scena che seguì è diventata la parte più celebre dell’episodio.

Alla fine della lezione, invece di nascondere ciò che aveva trovato o reagire mostrando imbarazzo, Luisi avrebbe tirato fuori il reperto davanti ai compagni e avrebbe chiesto, con apparente tranquillità: «Qualcuno di voi ha perso questo?» Una risposta breve, quasi beffarda. Ma proprio per questo efficace: lo scherzo pensato per metterla in imbarazzo si trasformò in una sfida ai suoi stessi autori. L’episodio è riportato da ricostruzioni della sua vita, anche se le fonti lo presentano come un racconto tramandato della sua esperienza universitaria e non come un fatto corredato da una documentazione accademica dell’epoca.

Una risposta che racconta una vita

Nel 1908 Luisi conseguì la laurea in Medicina, diventando la prima donna medico dell’Uruguay. Si dedicò alla ginecologia e successivamente si specializzò a Parigi in dermatologia e malattie veneree. La medicina fu però soltanto una parte della sua attività. Luisi divenne una delle figure più importanti del femminismo uruguaiano, impegnandosi per l’istruzione delle donne, l’accesso alle professioni, l’educazione sessuale e il diritto di voto. Nel 1916 fondò il Consejo Nacional de Mujeres del Uruguay, contribuendo alla campagna per il suffragio femminile.

L’episodio è rimasto nella memoria come uno degli aneddoti più emblematici della sua esperienza universitaria. Una provocazione pensata per umiliarla finì per diventare, nel racconto della sua vita, il simbolo della sua determinazione a conquistare un posto in un mondo ancora quasi esclusivamente maschile.

Paulina Luisi continuò per la sua strada. E nel 1908 diventò la prima donna medico dell’Uruguay.

M.L.

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