Non un semplice pranzo, ma la fotografia di un percorso che sta dando i suoi frutti. A Malga Busa Novegno, associazioni di categoria, istituzioni, operatori del territorio e mondo della scuola si sono ritrovati attorno allo stesso tavolo per fare il punto su anni di collaborazione dedicati alla valorizzazione del Monte Novegno e della montagna scledense.
Erano presenti il presidente di APA Vicenza e ARAV Floriano De Franceschi, gli assessori del Comune di Schio Alessandro Maculan e Marco Gianesini, il presidente dell’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti Mosè Squarzon, Manuel Grotto, il vicesindaco di Posina Paolo Zambon, il direttore ARAV Walter Lucchetta, il direttore di CIA Vicenza Lorenzo Marchetto con Erika Pelattiero, il professor Andrea Zenari dell’Istituto Don Bosco di Schio, oltre ai gestori delle malghe e ai rappresentanti del sistema allevatoriale vicentino. Il confronto è partito da un bilancio: un cammino avviato nel 2020 con i primi ragionamenti sulla riattivazione di Malga Davanti, poi trasformatosi in una strategia più ampia per l’altopiano del Novegno, capace nel tempo di far dialogare soggetti diversi attorno a un obiettivo comune, costruire nuove opportunità per la montagna.
Tra i risultati più significativi figurano proprio la riattivazione di Malga Davanti, oggi punto di riferimento per la promozione delle eccellenze locali, e la recente riapertura dell’attività agrituristica di Malga Busa Novegno, grazie all’impegno di Cristian Dal Lago e della sua famiglia, sostenuti dagli interventi di riqualificazione promossi da APA.
“Siamo particolarmente soddisfatti di vedere come, anno dopo anno, stia prendendo forma una rete di collaborazioni che mette al centro la montagna e le persone che la vivono”, afferma Floriano De Franceschi. “Le malghe non rappresentano soltanto una risorsa per l’allevamento, ma sono luoghi di incontro, di cultura, di turismo e di presidio del territorio. I risultati raggiunti dimostrano che quando istituzioni, associazioni e operatori locali lavorano insieme è possibile creare valore duraturo per l’intera comunità”. Commenta il Presidente dell’Unione Montana, Mosé Squarzon: “Fare agricoltura e allevamento in montagna richiede un sacrificio enorme: è la fatica di chi sceglie responsabilmente di donare sudore e dedizione per far battere il cuore di territori che custodiscono le nostre radici. Progetti come questo dimostrano come la riscoperta di un’economia agricolo-gastronomica di qualità possa offrire una vera evasione dal “caos quotidiano”, trasformando la montagna in un luogo di vita sostenibile e in armonia con la natura. Le istituzioni hanno il dovere morale e pratico di prendere per mano questi artigiani del territorio, abbattendo le barriere burocratiche e affrontando con decisione le criticità concrete — dalla gestione dei grandi carnivori ai rischi economici. Solo garantendo un reddito equo e dignitoso a chi lavora ogni giorno in quota potremo assicurare un futuro a queste straordinarie realtà”.
Per il Comune di Schio, quanto costruito sul Novegno è un esempio concreto di come lo sviluppo di un territorio si costruisca nel tempo. “Il Monte Novegno è uno dei luoghi più identitari del nostro territorio”, sottolinea Alessandro Maculan. “La collaborazione nata in questi anni dimostra che la valorizzazione della montagna passa dalla capacità di costruire relazioni, mettere in rete competenze differenti e accompagnare i progetti con continuità. Oggi vediamo risultati concreti che ci incoraggiano a proseguire lungo questa direzione”. Uno spazio a parte, nell’incontro, è stato riservato alle nuove generazioni, viste come la vera garanzia di futuro per la montagna e per le professioni legate all’agricoltura e all’allevamento. Da quest’anno prenderà infatti avvio una prima collaborazione tra APA Vicenza, ARAV e l’Istituto Don Bosco di Schio che, grazie all’impegno del professor Andrea Zenari, porterà gli studenti ad avvicinarsi al mondo allevatoriale attraverso momenti formativi, attività sul campo e stage presso le aziende associate: un modo per far conoscere da vicino una professione centrale nella tutela dell’ambiente montano, nella conservazione del paesaggio e nella produzione agroalimentare di qualità, aprendo al tempo stesso nuove strade di orientamento e inserimento lavorativo.
Il percorso avviato sul Monte Novegno prosegue con nuove prospettive di sviluppo. La riattivazione delle malghe, la collaborazione tra istituzioni e operatori e il coinvolgimento della scuola rappresentano tasselli di una strategia più ampia, che punta a mantenere viva la montagna, sostenere chi sceglie di lavorarci e creare nuove opportunità per chi vorrà costruire qui il proprio futuro. APA Vicenza, Comune di Schio e Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti intendono proseguire il lavoro avviato, rafforzando le collaborazioni e trasformando le esperienze maturate in nuove progettualità. Perché una montagna viva non è soltanto un patrimonio da conservare, ma un territorio da abitare, coltivare e far crescere, insieme.
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