In Veneto chi sceglie di lasciare l’auto a casa e raggiungere il lavoro combinando bicicletta e treno deve fare i conti con un costo aggiuntivo che può arrivare a circa 770 euro all’anno, oltre alla spesa per l’abbonamento ferroviario. Il supplemento per trasportare la bici sui treni regionali costa infatti 3,50 euro al giorno e non sono previste formule di abbonamento dedicate. A sollevare la questione è Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, che annuncia la presentazione di una mozione per chiedere l’introduzione di abbonamenti mensili e annuali per le biciclette al seguito dei passeggeri. «È una tassa sulla mobilità sostenibile, che va a colpire proprio i cittadini più virtuosi», afferma Cunegato, sottolineando come l’attuale sistema tariffario rischi di scoraggiare chi vorrebbe utilizzare il trasporto pubblico per gli spostamenti quotidiani.
La segnalazione di una pendolare dell’Alto Vicentino
All’origine della proposta c’è la segnalazione di una cittadina dell’Alto Vicentino che lavora a Vicenza. La pendolare, racconta Cunegato, avrebbe voluto lasciare a casa l’auto, anche a causa del caro carburanti, scegliendo il treno per raggiungere il posto di lavoro. Per arrivare in stazione e completare il tragitto, però, ha bisogno anche della bicicletta. La risposta ricevuta allo sportello ferroviario sarebbe stata che non esiste un abbonamento per il trasporto della bici e che il supplemento va quindi pagato ogni giorno. Fanno eccezione le biciclette pieghevoli, che possono viaggiare gratuitamente. Una situazione che, secondo il consigliere regionale, penalizza chi utilizza una bicicletta tradizionale e intende integrare questo mezzo con il trasporto ferroviario per gli spostamenti casa-lavoro.
Il confronto con le altre regioni
Nel comunicato, Cunegato evidenzia le differenze tra il Veneto e altre realtà italiane. Secondo i dati citati dal consigliere, in Abruzzo, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia e Sicilia il trasporto della bicicletta sui treni è gratuito. In altre regioni, come Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Toscana, sono invece disponibili abbonamenti a tariffe agevolate.
In Friuli-Venezia Giulia, per esempio, l’abbonamento mensile per la bici costa 20 euro. In Campania il trasporto è gratuito il sabato e nei giorni festivi, mentre in Trentino è gratuito per chi possiede un abbonamento ferroviario. «Il Veneto invece è fermo alla tariffa giornaliera piena, senza alternative per chi il treno lo prende tutti i giorni», sostiene Cunegato, che invita la Regione a valutare soluzioni analoghe a quelle già adottate altrove. A sostegno della proposta, il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra richiama anche il caso dell’Abruzzo, dove, secondo quanto riportato nel comunicato, la Regione avrebbe versato a Trenitalia 37.817 euro per garantire il trasporto gratuito delle biciclette per l’intero 2025. Una cifra che, secondo Cunegato, dimostrerebbe la sostenibilità economica della misura anche per il Veneto. Il consigliere critica inoltre le scelte fiscali delle precedenti amministrazioni regionali, chiamando in causa le giunte guidate da Giancarlo Galan e Luca Zaia.
La mozione: abbonamenti, posti bici e cicloposteggi
La proposta punta a favorire l’integrazione tra bicicletta e trasporto ferroviario, soprattutto in un territorio caratterizzato da centri abitati diffusi e stazioni spesso distanti dalle abitazioni e dalle aree produttive. La mozione chiede alla Giunta regionale di introdurre un abbonamento per la bicicletta abbinato a quello ferroviario, valutando anche la possibilità di rendere gratuito il trasporto per gli utenti già abbonati al treno. Tra le richieste figurano inoltre un numero adeguato di posti per le biciclette sui convogli utilizzati dai pendolari e la realizzazione di cicloposteggi sicuri nelle stazioni. «Se la Regione vuole davvero favorire la mobilità sostenibile, cominci da qui», conclude Cunegato, indicando nell’integrazione tra bici e treno uno strumento per rendere più accessibili gli spostamenti quotidiani e ridurre la dipendenza dall’automobile.
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