Prima la telefonata, poi la paura, infine la consegna dei risparmi di una vita. A Enego un’anziana vedova di 89 anni è finita nel mirino della truffa del falso carabiniere: un raggiro che sfrutta gli affetti più profondi per strappare denaro alle persone più vulnerabili. Questa volta, però, la fuga è durata poco. I carabinieri hanno intercettato l’auto utilizzata dal presunto responsabile lungo la Pedemontana Veneta, arrestando in flagranza un uomo di 39 anni, pregiudicato e residente a Napoli. I 14mila euro sottratti alla donna sono stati recuperati integralmente.
La telefonata choc: “suo figlio ha investito una bambina”
Il tutto è accaduto martedì 14 ottobre, alle 15.30 in casa dell’anziana donna squilla il telefono. Quello fisso. Dall’altra parte della cornetta, un uomo si presenta come carabiniere e mette in scena una storia drammatica: il figlio della donna, residente in Svizzera, avrebbe investito una bambina, provocandole lesioni gravissime. Un racconto falso, ma studiato per colpire nel punto più delicato: l’angoscia di una madre per il proprio figlio. Il sedicente militare rincara la dose. Racconta all’89enne che il figlio andrà in contro a pesanti conseguenze giudiziarie e chiede il pagamento urgente di 29mila euro per evitare il fermo del familiare. Alla telefonata segue l’annuncio dell’arrivo di un presunto incaricato, pronto a ritirare il denaro direttamente a casa. Poco dopo, alla porta si presenta davvero un uomo. La messinscena è completa e la pressione psicologica fa il resto.
Non risparmia nemmeno la fede nuziale
L’uomo tenta persino di farsi consegnare la fede nuziale dell’anziana. Un dettaglio che rende ancora più odioso il raggiro: non soltanto i risparmi, ma anche un oggetto dal valore affettivo inestimabile. Alla fine, il presunto truffatore riesce a farsi consegnare 14mila euro in contanti, tutti i risparmi che la donna aveva a disposizione. Il denaro viene messo in una custodia di plastica, che l’uomo porta via prima di allontanarsi rapidamente dall’abitazione. Per la vittima, una donna di 89 anni rimasta vedova, il rischio era quello di perdere in pochi minuti ciò che aveva messo da parte nel corso di una vita. E di farlo nella convinzione di stare aiutando il proprio figlio.
La fuga verso la Pedemontana e il blitz dei carabinieri
A cambiare il finale della vicenda è stato il dispositivo di controllo del territorio predisposto dalla Compagnia dei carabinieri di Bassano del Grappa, in collaborazione con i militari della Stazione di Enego. Gli investigatori hanno notato una Citroën C3 già segnalata all’attenzione operativa perché ritenuta in uso a persone dedite alle truffe ai danni degli anziani. Da quel momento sono scattate le ricerche coordinate dalla Centrale operativa. L’auto è stata intercettata lungo la statale 47 Valsugana da militari in abiti civili e a bordo di un veicolo di copertura. Dopo un pedinamento, l’auto è stata bloccata poco dopo l’ingresso al casello di Bassano Est della Superstrada Pedemontana Veneta. Alla guida c’era il 39enne, poi arrestato in flagranza.

I soldi nascosti sotto il sedile
La perquisizione personale e dell’automobile ha permesso di recuperare oltre 6.500 euro in contanti nascosti addosso all’uomo e altri 11.500 euro, suddivisi in sette mazzette, all’interno della stessa custodia sottratta poco prima alla vittima e nascosta sotto il sedile del conducente. In tutto, quindi 18mila euro. I carabinieri hanno inoltre sequestrato tre telefoni cellulari, sui quali potranno essere svolti ulteriori accertamenti. I 14mila euro sottratti all’89enne di Enego sono stati recuperati per intero. La somma e gli altri beni rinvenuti sono stati posti sotto sequestro in attesa degli adempimenti per la restituzione della quota spettante alla vittima. Rassicurata dai militari, l’anziana ha formalizzato la denuncia-querela alla Stazione dei carabinieri di Enego.
Si indaga su altri possibili raggiri
L’indagine non si ferma al caso di Enego. Gli investigatori stanno verificando se gli altri 4mila euro trovati nell’auto possano essere collegati ad ulteriori episodi analoghi. Il 39enne è stato arrestato con l’accusa di truffa pluriaggravata e sostituzione di persona e, al termine delle formalità di rito, è stato condotto nella casa circondariale di Vicenza, a disposizione dell’autorità giudiziaria. La vicenda riporta sotto i riflettori un meccanismo criminale tanto semplice quanto spietato: fingersi rappresentanti delle forze dell’ordine, inventare un’emergenza familiare e concedere alla vittima pochissimo tempo per ragionare. La paura diventa così lo strumento per ottenere denaro e gioielli, spesso da persone anziane che si ritrovano sole davanti a una minaccia credibile.
di Redazione AltovicentinOnline
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