La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti ha approvato, con Delibera n. 54/2026/G, la relazione su “L’attuazione delle misure finalizzate a ridurre le liste di attesa”, esaminando lo stato di avanzamento degli interventi volti ad abbreviare i tempi di accesso alle prestazioni sanitarie, nonché l’utilizzo delle risorse finanziarie destinate allo scopo.
La scarsa completezza e uniformità delle informazioni trasmesse dalle Regioni rendono, tuttavia, non agevole una puntuale valutazione dell’impiego dei fondi e dei risultati conseguiti. In tale contesto, le misure introdotte dal D.L. n. 73 del 2024 delineano un nuovo modello di governance, fondato sul potenziamento dei sistemi di controllo, sulla digitalizzazione e sulla tempestiva disponibilità dei dati. Tale impianto, secondo la magistratura contabile, potrebbe favorire un miglioramento strutturale del sistema, i cui effetti potranno essere valutati in modo compiuto solo dopo la piena attuazione degli interventi previsti.
L’analisi conferma difficoltà nell’ampliamento dell’offerta sanitaria, anche in presenza di risorse finanziarie adeguate, a causa della carenza di personale, soprattutto specialistico, e richiama, pertanto, l’esigenza di completare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR e dal D.M. n. 77 del 2022, per migliorare la presa in carico, ridurre la domanda impropria e alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere e sui servizi specialistici.
La magistratura contabile raccomanda, quindi, di accelerare l’attuazione del D.L. n. 73 del 2024, completare l’interoperabilità della PNLA, rafforzare il controllo sull’impiego delle risorse e sui risultati ottenuti, migliorare la programmazione dei fabbisogni assistenziali e adottare interventi strutturali per superare le carenze di personale.
Per la Corte, occorre altresì rendere più efficaci i meccanismi di responsabilizzazione, individuando con tempestività le inadempienze, applicando le sanzioni previste ed esercitando, al ricorrere dei relativi presupposti, i poteri sostitutivi.
Una riduzione duratura dei tempi di attesa e un accesso tempestivo ed equo alle prestazioni sanitarie richiedono – conclude il documento – trasparenza, monitoraggio continuo, responsabilità istituzionale, impiego efficiente delle risorse e una rendicontazione puntuale dei risultati.
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Dalla Piattaforma nazionale delle liste di attesa (PNLA), particolarmente rilevante ai fini dell’interoperabilità dei sistemi regionali e della disponibilità di dati comparabili, emergono criticità nell’utilizzo regionale della classe di priorità “P” (programmata), differenze tra le date degli appuntamenti proposte e quelle accettate dai cittadini, nonché ritardi tra la prescrizione e il primo contatto con i CUP e divari tra le prescrizioni emesse e le prenotazioni registrate.


