La sua lista si chiama “Progetto per Cogollo” e Cogollo del Cengio ha voluto voltare pagina, togliendo lo scettro all’uscente Gildo Capovilla, che non ce l’ha fatta contro l’avversario Massimo Maculan. Un gruppo di lavoro che ha saputo puntare sull’ascolto e che ha saputo scavalcare i pettegolezzi di paese, mirando a conquistare l’elettorato con proposte che sono state apprezzate. A colpire dello sfidante di Capovilla era stata l’esperienza che traspariva dalle parole pronunciate con il rigore di chi non si sta improvvisando e sente la responsabilità.
Maculan aveva ringraziato chi gli ha dato fiducia in questi giorni: «Grazie a tutti voi: a chi è venuto ad ascoltarci, a chi ci ha fatto domande, a chi ci ha sostenuto, a chi ci ha dato un incoraggiamento semplicemente incontrandoci per strada, a chi ci ha scritto un messaggio, a chi ci ha mosso una critica. Tutto questo ci ha resi più consapevoli e pronti» – aveva scritto, dimostrando di voler comunicare, cosa non sempre scontata – «e grazie al nostro gruppo, che ha creduto in questo progetto quando era ancora solo un’idea e non ha mai smesso di farlo crescere». Si spera che continui a saper comunicare.
A Cogollo del Cengio non era una partita semplice, perché Gildo Capovilla era considerato una fortezza, in quanto molto vicino al popolo. Maculan non è nuovo alla politica: 64 anni, architetto, è riuscito a farsi comprendere nella sua competenza e nel suo potenziale da mettere a disposizione della comunità di Cogollo, dove ha avuto come supporto una squadra variegata di persone empatiche e capaci di dialogare con un paese non facile, per vecchi veleni e un’aria torbida dovuta a antiche ruggini politiche. Ha convinto anche la voglia di vedere oltre il paese e fare squadra con gli altri comuni di Maculan, che durante la campagna elettorale è apparso sempre umile e rassicurante.
Che sia davvero una nuova era.

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