“I numeri raccontano una vera e propria strage di lavoratori in Veneto. Un bilancio di fine anno drammatico che emerge dall’analisi dei numeri assoluti delle vittime, ma anche dall’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa che colloca la regione in zona arancione, con un indice superiore alla media nazionale”. E’ l’analisi di Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, letti i numeri che, da gennaio a dicembre 2025, contano 111 morti bianche, +32 rispetto a dicembre 2024. il Veneto è secondo in Italia per numero di decessi totali dopo la Lombardia e terzo morti in occasione di lavoro. “Un’istantanea davvero allarmante, soprattutto se si osservano i decessi in occasione di lavoro, sono quelli che svelano le fragilità e le lacune della sicurezza sul lavoro: iIn Veneto, purtroppo, sono proprio le vittime in occasione di lavoro ad essere aumentate in modo più che significativo (+40,7%)”, aggiunge Rossato. A fine dicembre 2025, il rischio di infortunio mortale in Veneto (34,1 morti per milione di occupati) è più alto della media italiana (33,3). Rovigo, con il dato più alto della regione (70,2), si colloca in zona rossa con Venezia (43,4). In arancione Vicenza (41,0), in zona gialla Verona (32,2) e Padova (29,2), mentre in zona bianca ci sono Belluno (22,3) e Treviso (19,9). Dei 111 decessi rilevati nel 2025 (erano 79 nel 2024), 76 erano in occasione di lavoro (+22) e 35 in itinere (+10). È Verona a conquistare la maglia nera per numero di vittime totali (24), seguita da Venezia (22), Vicenza e Padova (19), Treviso (16), Rovigo (otto) e Belluno (tre). Venezia e Vicenza, invece, guidano la classifica delle vittime in occasione di lavoro (16). Seguono Verona (14), Padova (13), Treviso (otto), Rovigo (sette) e Belluno (due).

A fine 2025, poi, le denunce di infortunio totali risultano in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024: erano 70.186 e ora sono 71.867. La provincia di Verona registra il numero più elevato di denunce totali di infortunio (14.358), seguita da: Padova (14.115), Vicenza (13.138), Treviso (13.027), Venezia (12.229), Belluno (2.881) e Rovigo (2.119). Sono state 24.432 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (19.066 in occasione di lavoro) e 47.435 quelle degli uomini (41.171 in occasione di lavoro), mentre sono otto le donne che hanno perso la vita da gennaio a dicembre 2025: tre in occasione di lavoro e cinque in itinere. Le denunce dei lavoratori stranieri sono state 19.072, di queste, 15.817 sono state registrate in occasione di lavoro. Si registrano poi 45 lavoratori stranieri deceduti (su un totale di 111), 30 dei quali in occasione di lavoro. Alla fine del 2025 le Attività Manifatturiere si confermano al primo posto per numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro (13.122). Seguono i settori: Costruzioni (4.612), Commercio (4.149), Trasporti e Magazzinaggio (3.625) e Sanità (3.411)

 

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