Il Veneto si conferma una delle locomotive dell’agricoltura italiana. Nel 2025 il comparto che comprende agricoltura, silvicoltura e pesca ha generato nella regione 4,6 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 9,9% del totale nazionale. Un risultato che colloca il Veneto al secondo posto in Italia, dietro alla Lombardia, e che segna una crescita del 3,2% rispetto al 2024.
È quanto emerge dal Report sull’Economia Agroalimentare dell’Ufficio Studi, Ricerche e Innovazione di BPER Banca, pubblicato nei giorni scorsi.
Italia leader in Europa
Il dato veneto si inserisce in un quadro nazionale positivo. Nel 2025 l’Italia ha raggiunto il primo posto nell’Unione europea per valore aggiunto agricolo, con una quota del 16,9%, davanti a Spagna, Francia e Germania.
Considerando l’intera filiera agroalimentare, il valore aggiunto italiano arriva a circa 89 miliardi di euro: 46,6 miliardi provengono da agricoltura, silvicoltura e pesca, mentre 42,3 miliardi dall’industria alimentare.
Anche l’export ha raggiunto un nuovo record, superando i 72 miliardi di euro, in aumento del 5% nell’arco di un anno. Germania, Francia e Stati Uniti sono i principali mercati di destinazione.
Crescono però anche le importazioni
Il quadro presenta però alcune criticità. Le importazioni agroalimentari hanno superato i 73 miliardi di euro, crescendo del 10,5%. A pesare è soprattutto l’aumento dell’importazione di prodotti agricoli primari, salita del 18%.
Sul mercato statunitense, inoltre, le esportazioni italiane sono scese a 7,4 miliardi di euro. Il calo ha interessato in particolare alcuni prodotti simbolo del made in Italy: birra, distillati, olio e vino.
Energia e fertilizzanti, la nuova incognita
A preoccupare il settore in vista dei prossimi mesi sono soprattutto i costi di produzione. Le tensioni geopolitiche e la crisi in Medio Oriente hanno contribuito a spingere verso l’alto i prezzi degli input agricoli.
Nei primi mesi del 2026 i prodotti energetici hanno registrato un aumento del 25%, i carburanti del 44,5% e i fertilizzanti del 9%. Particolarmente significativo il caso dell’urea, il cui prezzo è raddoppiato dalla fine di febbraio.
Per le aziende agricole il rischio è quindi quello di dover affrontare costi più elevati proprio mentre restano incerti i risultati dei prossimi raccolti.
L’agricoltura guarda alla tecnologia
A sostenere la competitività del settore arriva però la spinta all’innovazione. Nel 2025 il mercato dell’Agricoltura 4.0 ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro, con una crescita del 9%.
Intelligenza artificiale, robotica, blockchain e digital twin stanno entrando progressivamente nelle aziende, anche se la diffusione non è ancora uniforme. La crescita del mercato, infatti, riguarda soprattutto le imprese che hanno già raggiunto un buon livello di digitalizzazione.
Un altro strumento sempre più importante è quello delle assicurazioni contro i rischi. Nel 2025 i valori agricoli coperti da polizze agevolate hanno raggiunto 9,94 miliardi di euro, con circa l’80% concentrato nel Nord Italia.
Per il Veneto, dunque, il bilancio resta positivo, ma il futuro del comparto dipenderà dalla capacità di affrontare insieme costi, clima, tensioni internazionali e innovazione. La sfida sarà trasformare la solidità raggiunta nel 2025 in una maggiore resilienza per gli anni a venire.
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