“A forza di vivere giornate storiche, il rischio è che ai veneti restino in mano solo i calendari e non i servizi”. Alla vigilia del Consiglio dei ministri che deve ratificare le intese Governo-Regioni sull’autonomia (quattro materie in ballo in Veneto), il Pd continua a non fidarsi e teme “l’ennesimo giro a vuoto che non porterà nulla nelle tasche dei cittadini”. Domani il Veneto firma per Protezione civile, professioni, previdenza integrativa e commercio estero e il capogruppo del Pd in Consiglio regionale del Veneto, Giovanni Manildo, chiede al presidente Alberto Stefani di “rassicurarci sull’efficacia immediata di questo passo. Vorremmo capire se questa ‘svolta’ sarà capace, già da questo bilancio, di garantire risorse concrete per le priorità che i veneti sentono urgenti ogni giorno: la casa, la salute pubblica, il contrasto al dissesto idrogeologico, le politiche per i giovani, il sostegno alle case di riposo e il potenziamento dei trasporti. Tutte materie che, al momento, sembrano restare fuori dal perimetro dei festeggiamenti romani”. Perchè “il timore è che si stia correndo per piantare bandierine su competenze marginali- sottolinea Manildo- evitando i temi che richiedono investimenti nazionali certi: l’autonomia è una cosa seria se migliora la vita delle persone, non se serve a riempire i comunicati stampa. Mentre a Roma si firmano pre-intese su materie che non richiedono un euro di stanziamento statale, qui in Veneto dobbiamo fare i conti con i tagli ai comuni montani e con una sanità in affanno. Se è davvero un passaggio storico, i benefici si vedano subito nelle poste di bilancio: diversamente, saremo di fronte all’ennesima operazione di marketing politico che lascia i problemi esattamente dove sono”.

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