Le iscrizioni on line per l’anno scolastico 2026/2027 nel Veneto delineano un quadro complessivo di 107.668 nuove domande (328 in meno rispetto allo scorso anno) nelle scuole statali della regione, suddivise tra scuola primaria, secondaria di I grado e secondaria di II grado. Lo rileva l’Ufficio scolastico regionale per il Veneto.
L’andamento conferma una sostanziale stabilità sugli agli anni precedenti, mantenendo equilibrio nella distribuzione territoriale degli studenti. Le preferenze espresse per il tempo scuola nelle istituzioni del primo ciclo mostrano tendenze molto nette. Nella scuola primaria si conferma il ruolo predominante del tempo pieno, scelto da oltre metà delle famiglie (56,70%) mentre il modello a 27 ore rappresenta la seconda opzione più diffusa (30,2%).
Nella secondaria di primo grado, la quasi totalità delle scelte (93%) si attesta sul modello standard a 30 ore settimanali. Per la scuola secondaria di secondo grado le iscrizioni si concentrano ancora sui licei (44,68%), con preferenza per lo scientifico, attraente nell’opzione scienze applicate per la sua anima Stem. Nei percorsi liceali quadriennali si registrano 87 iscrizioni; per l’avvio del nuovo indirizzo Made in Italy, 19 richieste. Gli istituti tecnici raccolgono 14.967 iscrizioni (39,1%, dato più alto in Italia, davanti a Friuli V.G., Lombardia e Piemonte) suddivise tra settore economico (6.777) e tecnologico (8.190). La richiesta rimane elevata negli indirizzi informatica e telecomunicazioni, meccanica-meccatronica, chimica e biotecnologie. Gli istituti professionali registrano 6.157 preferenze (16,1%) in aumento rispetto allo scorso anno di quasi il 2%, con crescite in alcuni indirizzi legati ai servizi alberghieri, alla ristorazione e al settore socio-sanitario. Per la filiera 4+2, si contano in totale 302 iscrizioni (di cui 181 al tecnico e 121 al professionale) in consistente aumento rispetto allo scorso anno, quando gli iscritti al percorso quadriennale erano stati 91. Il contesto regionale conferma quindi, per le superiori, una costante preferenza per i licei, il rafforzamento dei tecnici – trainati dagli indirizzi tecnologici – e un’apprezzabile ripresa dei professionali, sostenuti anche dall’offerta rinnovata dei 4+2 e dalle prospettive occupazionali modellate sulle esigenze del territorio.
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