Concorsi per la sanità pubblica che vanno deserti. Posti che restano vuoti nelle scuole di specializzazione, in primis nell’area dell’emergenza-urgenza, ma non solo. Studenti in formazione per la Medicina generale che abbandonano la scuola prima del tempo, il 20%, o che scelgono poi di fare altro, ancora un 20%. La crisi delle vocazioni mediche in Italia è un fenomeno complesso e la responsabilità professionale è una delle cause di maggior preoccupazione soprattutto per i giovani camici bianchi. Ad approfondire il tema sarà il primo convegno formativo dell’Ordine dei medici di Venezia del 2026, dal titolo “Le modifiche della responsabilità dei medici e degli odontoiatri nella crisi delle vocazioni”, organizzato dal presidente e vice nazionale Giovanni Leoni, in programma sabato prossimo, 17 gennaio, dalle 9 all’Ateneo Veneto, in centro storico.
“Responsabilità professionale e crisi delle vocazioni- sottolinea Leoni- sono strettamente legate. Il crescente rischio di contenzioso preoccupa, e non poco, i colleghi, soprattutto i più giovani, e rende la professione sempre meno attrattiva. Se poi aggiungiamo le stressanti condizioni di lavoro, gli stipendi più bassi della media europea, l’eccessiva burocrazia e la scarsa sicurezza, si può facilmente capire perché i giovani siano demotivati ad intraprendere una carriera nella sanità pubblica. La tendenza, però, va assolutamente invertita: con questo convegno cercheremo di trovare soluzioni condivise ed efficaci”. Sabato il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, aprirà i lavori con una relazione sulla professione medica e le sue criticità, a partire proprio dalla responsabilità professionale e dalle proposte di modifica della legge che la regola, che saranno approfondite anche da Patrizia Piccialli, già presidente della quarta Sezione penale della Corte di Cassazione.
L’analisi della crisi delle vocazioni nelle due grandi aree di riferimento, la medicina del territorio e gli ospedalieri, sarà affidata a Silvestro Scotti, segretario nazionale Fimmg, e a Guido Quici, presidente nazionale della Federazione Cimo-Femed. Ci saranno anche anche il nuovo assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, e Laura Besio, appena nominata nella commissione Sanità del Consiglio regionale, Claudio Costa, direttore delle Risorse umane del sistema sanitario regionale, Antonio Maritati, direttore facente funzioni delle Cure Primarie, e Lorenzo Mattia Signori, segretario regionale di CittadinanzAttiva. Annunciati anche Simone Venturini, assessore alla Programmazione Sanitaria del Comune di Venezia, Francesca Ciraol, direttore sanitario dell’Ulss 4 Veneto Orientale e rappresentanti della diverse specialità sul territorio. “Tra l’attuale carenza di medici, in particolare di alcune specialità, e il rischio di una nuova pletora medica tra una decina d’anni- conclude Leoni- il tema della crisi delle vocazioni sarà un problema cruciale per il futuro del Servizio sanitario nazionale”.
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