Amato dai no-vax, ora consigliere regionale, Riccardo Szumski assieme al collega Davide Lovat, propongono l’apertura di ambulatori specialistici pubblici per le persone che lamentano danni dopo la vaccinazione anti Covid-19.

“La mozione nasce dalla crescente richiesta di tutela da parte di cittadini che, a seguito della campagna vaccinale anti Covid-19 riferiscono l’insorgenza di eventi avversi e condizioni patologiche persistenti, senza tuttavia riuscire ad accedere a percorsi pubblici strutturati di valutazione e assistenza-spiegano i due consiglieri regionali dopo aver presentato la mozione. La tutela della salute è un diritto costituzionale e comporta una responsabilità piena delle istituzioni. Non è accettabile che cittadini che dichiarano di aver subito danni dopo un atto sanitario promosso dallo Stato si trovino soli, costretti a rivolgersi al privato o a subire una sostanziale negazione del problema. La mozione evidenzia come l’assenza di ambulatori pubblici dedicati determini disuguaglianze di accesso alle cure, ritardi diagnostici e frammentazione assistenziale, oltre a un improprio trasferimento dei costi sanitari sulle famiglie. Richiama, inoltre, la letteratura scientifica internazionale e le attività di farmacovigilanza che documentano l’esistenza di eventi avversi post vaccinazione anti Covid-19, sottolineando la necessità di affrontare il tema con rigore scientifico, trasparenza e umanità”.

“Il testoimpegna la giunta regionale ad attivare ambulatori specialistici regionali, totalmente a carico del servizio sanitario nazionale, con funzioni di censimento sistematico dei casi, valutazione clinica multidisciplinare, verifica della possibile correlazione tra vaccinazione ed eventi avversi, accompagnamento terapeutico, riabilitativo e follow-up- aggiungono Szumski e Lovat- È inoltre prevista l’integrazione con i sistemi di farmacovigilanza, la definizione di protocolli clinici regionali uniformi e l’informazione chiara alla cittadinanza e ai professionisti sanitari”.

“Prendersi cura delle persone colpite da eventi avversi – concludono Szumski e Lovat – non è in contraddizione con le politiche di sanità pubblica, ma ne rappresenta un presupposto etico e giuridico. Una Regione che rivendica l’eccellenza del proprio sistema sanitario non può permettersi zone d’ombra né lasciare indietro nessuno. La giunta regionale, qualora la mozione venisse approvata, dovrà inoltre riferire periodicamente al consiglio sugli esiti dell’attività svolta e sulle eventuali criticità emerse”.

di Redazione AltovicentinOnline

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