Dei primi 100 giorni del suo mandato da presidente del Veneto, la cosa di cui va più orgoglioso Alberto Stefani sono i fondi destinati al sociale e agli anziani (del resto, fin da un istante dopo la vittoria delle regionali sono due temi a cui tiene tantissimo). E dunque, Stefani indica i 69 milioni di euro che dalla prima settimana di aprile andranno al sociale per Rsa e carichi assistenziali più i tre milioni per l’edilizia sociale. Voci di spesa “fondamentali perché riguardano anziani in Rsa, caregiver, carichi assistenzuali”, dunque si tratta di “una sfida vinta con risorse di carattere regionale. E non era semplice perché, un conto è reperire fondi comunitari che però finiscono” e un altro è fare come ha fatto la giunta Stefani, ovvero optare per una “scelta di reperire nel nostro bilancio” i fondi necessari “razionalizzando la spesa. Lo abbiamo fatto perché le famiglie ce lo chiedono e vogliamo dare risposta”, rivendica Stefani incontrando oggi la stampa. Tra i risultati dei primi 100 giorni indica anche i 28 milioni più nove per la lotta al dissesto idrogeologico, la sfida “vinta” per la copertura dei costi delle borse di studio, i tre milioni per il bando per le start up e i quattro per il bando per la ricerca, ma anche gli oltre 600.000 euro per la videosorveglianza che si sommano a 200.000 euro per il contrasto alle sostanze stupefacenti. Infine, Stefani non dimentica lo slancio sulle politiche di area vasta, per i consorzi fra Comuni con cui efficientare e “condividere i migliori talenti della Pubblica amministrazione”.

Intanto, mentre il consigliere regionale Udc Eric Pasqualon plaude alla novità Venexus annunciata oggi da Stefani (“il Veneto compie un passo concreto verso un modello più moderno di collaborazione tra istituzioni, imprese e territorio” con una piattaforma che potrà “generare vantaggi concreti per tutto il territorio”), Resistere Veneto è preoccupato per il bilancio regionale perché “a meno di nuova tassazione aggiuntiva per il 2027, è solo un accrocco cosmetico con trasferimenti di risorse non utilizzate (Fondi Europei) in nuove destinazioni. In qualche caso raggruppamenti a nuova dicitura di altre risorse, comunque già destinate a settori sanitari”, dice il capogruppo Riccardo Szumski. “Neppure- prosegue- si vede molto dalle preannunciate intese sulla micro-autonomia differenziata che non ristoreranno il Veneto in parte importante del residuo fiscale di 15 miliardi”. Per sanità e sociale “servirebbero almeno 500 milioni di trasferimenti aggiuntivi”. Szumski esorta allora i primi cittadini veneti “a mobilitarsi per un vero federalismo” e chiede a “Stefani di aprire senza riserve un contenzioso, ragionato, con Roma. Mandiamo all’aria questa finta autonomia che non porta a niente e ricominciamo per una svolta seria verso il federalismo; una più efficiente organizzazione dello Stato”.

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