Una legge sulla libertà di pagare anche (e ancora) in contanti. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi, a maggioranza, il progetto di legge statale d’iniziativa dei consiglieri Davide Lovat e Riccardo Szumski (Resistere Veneto) e Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica), per la “tutela del diritto alla libertà di pagamento in contanti” e quindi per chiedere una modifica dell’articolo 1277 del Codice civile e riconoscere formalmente il pagamento in contanti “come modalità generale di estinzione delle obbligazioni pecuniarie, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa statale ed europea. L’obiettivo è tutelare la libertà di scelta nei pagamenti e garantire che la transizione verso i sistemi digitali non comporti l’esclusione o la marginalizzazione del contante, con particolare attenzione all’inclusione e alle fasce più vulnerabili”.
La libertà di scegliere come pagare “va tutelata”, dice Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega-Liga Veneta in Consiglio regionale del Veneto. “Non si tratta di contrapporre il contante ai pagamenti elettronici, modalità di pagamento ormai consolidata e utile nella vita quotidiana- spiega- ma di garantire ai cittadini la possibilità di scegliere. La digitalizzazione deve essere un’opportunità e non trasformarsi in un obbligo”. C’è poi una questione di privacy: ogni pagamento digitale “lascia una traccia”, genera “una quantità sempre maggiore di informazioni” su abitudini, consumi e scelte che possono essere usate per “profilare le persone e che, troppo spesso, si traducono in un bombardamento di pubblicità mirata, messaggi commerciali e telefonate promozionali. Difendere la possibilità di utilizzare il contante significa quindi anche preservare uno spazio di riservatezza nelle nostre scelte personali ed economiche”, afferma Barbisan.
Insomma, “la modernizzazione non può significare automaticamente una riduzione degli spazi di autonomia individuale. Dobbiamo continuare a garantire la libertà di scelta nei diversi ambiti della vita quotidiana, senza imporre un’unica modalità di comportamento quando esistono alternative”, riassume Barbisan. La difesa del contante “non è una disputa tecnica, ma una battaglia di libertà economica e politica. Al centro di questa sfida c’è un principio supremo, non negoziabile e universale: la libertà di scelta. Un valore irrinunciabile del mondo occidentale sul quale non possiamo retrocedere”, aggiunge Rosanna Conte, consigliera regionale di Lega-Liga veneta. “Noi non abbiamo paura del futuro, né tantomeno della modernità. Chi vuole usare le app o le carte di credito è libero di farlo. Ma la libertà non può essere a senso unico. La tecnologia deve servire l’uomo, non imprigionarlo in un sistema di obblighi di legge che profuma di sottomissione ideologica a modelli globalisti“, sottolinea Conte.
“Limitare il contante è solo un modo per mettere le catene alla gente onesta, burocratizzare la vita delle persone e terrorizzare i consumatori. C’è inoltre un dovere morale enorme verso i nostri anziani, che non devono essere penalizzati ed esclusi solo perché non hanno uno smartphone o un token. Tanto più che, come ben sappiamo, i pagamenti digitali finiscono con il favorire gli istituti di credito a discapito dei maggiori costi che finiscono con lo sfavorire i cittadini che acquistano e i negozianti”. Modificare l’articolo 1277 del Codice civile è dunque “un atto di buonsenso, per scrivere nero su bianco che il contante è moneta legale e va accettato sempre, senza eccezioni”, conclude Conte.
Stampa questa notizia




