Nel cuore produttivo del Veneto, tra capannoni, distretti artigiani e aziende familiari che hanno costruito la ricchezza del territorio, si sta consumando una transizione silenziosa ma cruciale: il ricambio generazionale che non arriva. È una delle sfide più delicate per la regione che più di ogni altra ha legato la propria storia industriale alla figura dell’imprenditore-fondatore, capace di tenere insieme visione, rischio e gestione quotidiana.

Oggi quel modello mostra crepe evidenti. Oltre il 40% delle PMI venete è guidato da titolari con più di sessant’anni, e l’età media degli imprenditori si avvicina ai 60 anni. In molte province – Vicenza e Treviso su tutte – è ancora consistente il numero di aziende condotte da imprenditori ultrasettantenni. Una generazione che ha retto crisi, globalizzazione e trasformazioni tecnologiche, ma che ora fatica a passare il testimone.

Il problema non riguarda solo la proprietà. Nelle imprese venete di piccole e medie dimensioni, il fondatore coincide quasi sempre con l’amministratore delegato e il principale decisore operativo. L’invecchiamento coinvolge quindi in modo simultaneo gestione, governance e strategia, accentuando la vulnerabilità nel momento delicato del passaggio.

“Il ricambio generazionale viene affrontato spesso solo quando diventa inevitabile, raramente quando sarebbe strategicamente opportuno”, osserva Carlo Saccaro, partner dello Studio Alcor di Padova. “Le transizioni non pianificate generano incertezza e possono compromettere la percezione di stabilità da parte di clienti, banche e fornitori. Il valore di un’impresa può ridursi non per difficoltà economiche, ma per l’assenza di una guida chiara”.

Il Veneto continua a essere una terra di imprese solide, capaci di attraversare con resilienza le fasi critiche degli ultimi decenni. Ma anche la realtà più sana rischia se la successione non viene preparata. Non è un semplice passaggio di quote: è un cambiamento culturale. Occorre trasformare una leadership accentrata, spesso carismatica, in un modello di governance strutturato, capace di funzionare quando il fondatore farà un passo indietro.

Quando la successione è pianificata, può diventare un momento di rilancio. Le nuove generazioni portano competenze digitali, apertura internazionale, attenzione alla sostenibilità e alla gestione organizzativa: ingredienti oggi indispensabili per competere.

Il peso del fenomeno, in Veneto, va oltre l’ambito familiare. Le PMI rappresentano l’ossatura delle filiere produttive regionali. Ogni passaggio generazionale riuscito preserva competenze accumulate in decenni di lavoro. Ogni transizione fallita, al contrario, espone le aziende al rischio di acquisizioni esterne, perdita del radicamento locale o discontinuità industriali.

“La successione non è più una questione privata”, conclude Saccaro. “È una scelta strategica per garantire alle imprese una leadership preparata e sostenibile. Oggi non si tratta solo di programmare il passaggio generazionale, ma di organizzare una vera convivenza tra generazioni: da un lato leader che rimangono più a lungo, dall’altro giovani che entrano con idee nuove”.

 

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