“I dati del report BesT dell’Istat, fotografano con chiarezza ciò che denunciamo da anni in Commissione: il Veneto sta perdendo competitività perché non investe in modo serio e strutturale sulle infrastrutture, non solo fisiche ma anche digitali, sull’efficientamento del trasporto pubblico locale e su un reale stop alla cementificazione”. Lo afferma in una nota Jonatan Montanariello, consigliere regionale del Pd, alla luce dell’analisi Istat, che evidenzia le criticità della regione su mobilità, infrastrutture e consumo di suolo.
“Per anni- prosegue- abbiamo ribadito che senza un sistema di trasporto pubblico locale efficiente, senza infrastrutture digitali adeguate e senza una politica chiara di contenimento del consumo di suolo, il Veneto avrebbe progressivamente rallentato la propria crescita economica e sociale. Queste posizioni sono state a lungo negate o minimizzate. Oggi i numeri certificano che avevamo ragione. Il report Istat evidenzia come l’offerta di trasporto pubblico locale nei capoluoghi veneti sia inferiore sia alla media nazionale, sia a quella del Nord Est, con forti squilibri territoriali e aree interne sempre più penalizzate”. A questo “si aggiunge un’ulteriore aggravante: solo pochi giorni fa la Regione ha aumentato il costo del trasporto pubblico locale, scaricando ancora una volta sui cittadini il peso di un sistema inefficiente invece di migliorarne qualità, frequenze e integrazione. È una scelta miope che allontana le persone dal trasporto pubblico e va nella direzione opposta rispetto agli obiettivi di sostenibilità e competitività”.
Sul fronte ambientale e territoriale, osserva Montanariello, “i dati Istat certificano un livello di impermeabilizzazione del suolo tra i più alti d’Italia, la cementificazione continua in modo selvaggio, spesso con il compiacimento della Regione Veneto, che anziché governare il territorio produce leggi di stampo privatistico e divisivo, favorendo nuove colate di cemento invece di tutelare suolo, paesaggio e comunità locali. Il risultato, è un Veneto che isola le aree interne, le priva di infrastrutture fisiche e digitali, aumenta i costi dei servizi essenziali e consuma territorio. Il benessere non si misura con la propaganda, ma con la capacità di garantire mobilità accessibile, connessioni moderne e uno sviluppo equilibrato. I dati Istat- conclude Montanariello- dimostrano che il tempo del negazionismo è finito; ora serve un cambio di rotta”.
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