Semaforo verde, nella giunta regionale del Veneto, al bilancio di previsione 2026-2028: “Un passo decisivo nell’attuazione del programma di governo che i cittadini ci hanno affidato”, dichiara il presidente della Regione, Alberto Stefani ringraziando la sua squadra “per la compattezza e la visione”. Il bilancio non sono solo “numeri, ma un progetto chiaro di futuro: mettere al centro la persona, rafforzare la coesione sociale e sostenere la crescita del nostro territorio, puntando sui giovani, sull’attrattività del territorio e sui bisogni concreti. Questa manovra- dettaglia Stefani in una nota- consolida il pilastro della sanità pubblica, amplia gli interventi a favore delle famiglie, degli anziani e dei più fragili e garantisce risorse importanti per istruzione, infrastrutture, sicurezza idraulica, settore primario e sviluppo economico. Quelle compiute sono scelte che parlano di un impegno concreto per ridurre i divari territoriali”. Fra gli stanziamenti “più rilevanti e innovativi”, per Stefani ci sono quelli per il sociale, “con 69 milioni di euro per le famiglie con anziani ospitati nelle Rsa o per i caregiver”, tre milioni in più per l’edilizia sociale, “che significa anche nuove tecnologie per il monitoraggio di persone non autosufficienti”. Poi “tante iniziative per i giovani, a partire dal finanziamento di tutte le borse di studio degli studenti universitari che, per la prima volta, ci vedrà impegnati con una quota di risorse superiore a quella prevista dalla normativa vigente”.

Per la medicina territoriale ci sono 17 milioni di euro, di cui 4,5 dedicati al raddoppio dell’entità delle borse di studio per specializzandi in medicina generale, “in modo da rendere più attrattiva la professione”. In tutto questo, “abbiamo scongiurato l’aumento delle tasse, con un bilancio costruito attraverso un rigoroso lavoro di razionalizzazione della spesa e di recupero dell’evasione, perché crediamo che la buona amministrazione passi dalla capacità di utilizzare al meglio ogni euro pubblico. Allo stesso tempo rafforziamo il sostegno al sistema produttivo e alle imprese, semplificando le procedure e favorendo l’accesso agli strumenti finanziari necessari per competere- conclude Stefani- questo non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso: continueremo a confrontarci con i territori, con gli enti locali, con il mondo economico e sociale per rendere la programmazione sempre più condivisa e aderente ai bisogni reali delle comunità”.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia