Cunegato torno sulle liste d’attesa in Veneto. Lo fa analizzando che la Regione Veneto monitora e ciò che i cittadini raccontano. Una crepa che per il consigliere di AVS, assieme alla collega Ostanel, “non è più accettabile”.
“Le testimonianze parlano di attese di 300, 400, fino a 600 giorni oltre i tempi indicati in ricetta, e di interventi programmati con uno, due o tre anni di ritardo. È una situazione che mina la fiducia nel servizio sanitario regionale e mette a rischio la salute delle persone. La Regione deve intervenire subito, con serietà e responsabilità,” commentano Cunegato e Ostanel, che hanno presentato una mozione per chiedere “ chiarezza sulle liste d’attesa e di garantire ai cittadini un monitoraggio completo, trasparente e veritiero“.
“La Regione monitora solo le prime visite, ma la realtà è molto più complessa e sfugge ad ogni controllo. Ad esempio, ci sono le visite di controllo e le rivalutazioni per chi ha patologie croniche: prestazioni fondamentali, che oggi non vengono tracciate in modo sistematico e pubblico. Senza dati reali non si può programmare e senza programmazione non si tutelano i diritti delle persone,” aggiungono. La mozione richiama anche le criticità segnalate da cittadini e comitati, raccolte e analizzate dal Coordinamento Veneto Sanità Pubblica (Covesap): richieste non registrate, liste di ‘galleggiamento’ o ‘pre‑appuntamento’, appuntamenti fissati ben oltre i tempi prescritti, mancato rilascio del codice di registrazione, ricorso all’intramoenia come unica alternativa, spostamenti di decine di chilometri per ottenere una prestazione. “Sono pratiche che rischiano di falsare la fotografia delle attese e di scaricare sui cittadini il peso delle inefficienze del sistema,” commentano.
“Chiediamo alla Giunta Stefani di attivare un monitoraggio completo che includa le prime visite, ma anche quelle di controllo, le rivalutazioni e gli interventi chirurgici non urgenti, e di pubblicare periodicamente i dati in modo uniforme e trasparente. Serve poi un piano straordinario di recupero, con risorse adeguate e personale aggiuntivo, perché i ritardi accumulati non si risolvono da soli,” concludono Carlo Cunegato e Elena Ostanel.
di Redazione AltovicentinOnline
Stampa questa notizia




