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“Rispetto. Ci sono feriti, vittime, dispersi. Soprattutto ci sono figli, genitori, parenti, amici. Le sentenze sui social, le sparate dei saggi di turno, i giudizi da tastiera, le critiche gratuite, la vita sbandierata, i dettagli macabri, a loro fanno male, senza motivo e senza alcuna utilità. Cerchiamo invece tutti di imparare da questo grande dolore e dalla sofferenza della montagna. In silenzio”.
Lo scrive il Soccorso alpino e speleologico Veneto sulla propria pagina Facebook.

In certe occasioni, soprattutto quando ci si trova di fronte alle tragedie come quella della Marmolada, occorrerebbe il buon senso e fare un passo indietro. Ma oggi, in una società che si esprime (anche a sproposito) sui social, sembra che la voglia di commentare preceda anche il buon senso. E il rispetto. E tante volte ci si trova a dover fare i conti con delle “sparate” decisamente fuori luogo…a spregio del dolore.

 

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